26/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Putin propone alla Nato un coinvolgimento russo nel conflitto afgano
Corridoi alternativiAl vertice Nato di Bucarest del 2-4 aprile, il presidente russo Vladimir Putin formalizzerà una proposta che, se accettata, è destinata a cambiare il corso della guerra in Afghanistan e a rivoluzionare gli equilibri mondiali.
 
Un corridoio attraverso i Paesi della Csto. La proposta – già trasmessa all’inizio del mese alla Nato attraverso il nuovo ambasciatore russo a Bruxelles, Dimitry Rogozin – consiste nel coinvolgimento della Russia e della Csto (l’alleanza militare delle repubbliche ex sovietiche) nel conflitto afgano, finora patrimonio esclusivo degli Usa e della Nato. Ben sapendo di non potersi permettere, per ovvie regioni di opportunità storica, di inviare truppe russe in Afghanistan, Mosca propone a Washington e ai suoi alleati una collaborazione strategica che si concretizzerebbe subito con l’apertura di un corridoio di rifornimento attraverso la Russia, il Kazakhstan e l’Uzbekistan.
 
I Paesi membri della CstoUn’alternativa ai rifornimenti via Pakistan. Una soluzione ottimale per le forze Usa e Nato, che potrebbero così utilizzare il tranquillo confine settentrionale segnato dal fiume Amu Darya per fare entrare in Afghanistan gli approvvigionamenti logistici: carburante e pezzi di ricambio per i mezzi militari, acqua e viveri per le truppe. Niente armi e munizioni, in teoria. Tutto materiale di vitale importanza che oggi entra per tre quarti attraverso la pericolosa frontiera meridionale con le Aree Tribali pachistane infestate dai talebani, i quali sempre più spesso attaccano i convogli di rifornimento (domenica scorsa al Khyber Pass una bomba ha fatto saltare in aria trentasei autocisterne piene di gasolio destinato alle basi Usa in Afghanistan). 
L’offerta di Putin, che non per caso arriva in un momento critico per la Nato in Afghanistan e di sostanziale crisi nel rapporto di fiducia tra Usa e Pakistan, risulta quindi molto allettante per gli alleati occidentali. Se non fosse per le sue rivoluzionarie conseguenze geopolitiche.
 
I Paesi della ScoUna proposta che divide gli alleati. Gli alleati dell’Europa occidentale – soprattutto Germania e Francia – sarebbero felici di vedere la Russia coinvolta in Afghanistan, perché questo bilancerebbe l’unilateralismo statunitense e la tendenza sempre più anti-russa della Nato.
Ma per Washington – a cui tra l’altro non sfugge che collaborare con la Csto significa farlo anche con la Sco (il patto di Shanghai dominato dalla Cina) – questo significherebbe legittimare il mulilateralismo e rinunciare al proprio ruolo di potenza egemonica globale basata su una strategia di contenimento verso Russia e Cina che necessita di una Nato in espansione e in contrapposizione con le due potenze orientali.
La proposta dell’astuto statista del Cremlino divide l’Occidente e mette con le spalle al muro gli Stati Uniti, che ora si trovano davanti a un bivio: accettare, ponendo le basi di un nuovo ordine mondiale multipolare; oppure rifiutare, imboccando definitivamente la strada di una nuova guerra fredda con Russia e Cina.  

Enrico Piovesana

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