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La furia di Brasilia. La goccia che ha fatto traboccare il
vaso della pazienza brasiliana è stato il trattamento
riservato dalle autorità aeroportuali di Barajas a due
studenti diretti a Lisbona via Madrid: nonostante l'intervento
dell'ambasciata, sono stati trattenuti in aeroporto per una
settimana, per poi essere rimbarcati su un volo diretto in patria. Un
episodio che ha scatenato le furie del ministero degli Esteri
brasiliano, che ha informato il suo ambasciatore
in Spagna di fare arrivare alle autorità iberiche la nota di
rammarico del cancillere Celso
Amorim, per “il nuovo episodio che ha visto ancora una volta dei
brasiliani vedersi negare il permesso di entrare in Spagna”. Di qui
l'avvertimento: “La cancilleria
brasiliana sta studiando misure appropriate in risposta
all'accaduto, includendo il possibile ricorso al principio di
reciprocità”. E così è stato.
La difesa. A poco è
valso il tentativo di Madrid di spiegare la propria posizione. “Non
si è trattato di discriminazione, è che gli studenti
brasiliani non erano in possesso di quanto richiesto dalle autorità
europee”, ossia un tot di denaro, una prenotazione in qualche
hotel, il biglietto di ritorno e poco altro. Peccato che quel poco
altro abbia poi sbarrato la strada a Janaína Agostinho, 27 anni, che
aveva tutto e persino un fidanzato spagnolo che l'aspettava fuori
dall'aeroporto. Niente da fare. Non aveva la Carta-Convite, un
documento che attesta che un cittadino spagnolo o un residente legale
in Spagna si prende la responsabilità del visitatore durante
il suo soggiorno.
Le raccomandazioni. La reazione di
Brasilia ha dunque comprovate motivazioni, tanto che alla Spagna non
resta che accettare e stringere i denti, magari sperando che alla
lunga la tensione si allenti e intanto diffondendo un po' di notizie
che facciano venir meno la voglia agli spagnoli di andarsene proprio
lì. Mentre il ministro degli Esteri spagnolo scambia lunghe
conversazioni telefoniche con l'omologo brasiliano per cercare un
accordo, ha infatti deciso di mettere in guardia i suoi concittadini
intenzionati a recarsi in Brasile. Telefonando a chiunque compaia
nelle liste dei prossimi voli verso il caldo paese sudamericano, il
servizio passeggeri del ministero avvisa i turisti della possibilità
di non essere ammessi e rispediti a casa. E, con l'occasione,
approfitta per metterli al corrente degli ingenti pericoli in agguato
in territorio brasiliano: violenza, febbre gialla, dengue e, dulcis
in fundo, terrorismo, dato che secondo una nota
ministeriale, “in questo momento nessuna regione del mondo e nessun
paese è salvo da possibili attacchi terroristici”. Quindi,
dritte sulla sicurezza: occhio ai quartieri marginali, ossia le
famigerate favelas di ogni grande città, in particolare Rio,
Salvador, San Paolo e Brasilia; attenzione a uscire in strada la
notte per le pessime condizioni delle strade e la carenza di
illuminazione, e guai a bere acqua del rubinetto o a mangiare
frutta e verdura che non siano stati accuratamente disinfettati prima. Chissà
se la spunterà Stella Spinelli