Il Dipartimento di Stato americano ha comunicato ieri di aver incluso la milizia
Shabaab, ex-ala militare del movimento delle Corti islamiche, nella lista delle organizzazioni
terroristiche.

A séguito della decisione, i conti bancari appartenenti ai leader della milizia
potrebbero venire congelati, così come la possibilità per i capi del movimento
di recarsi all'estero. Secondo gli Usa, i continui attacchi della resistenza somala
contro le truppe somalo-etiopi nella capitale Mogadiscio bloccherebbero il processo
di pace e impedirebbero la riconciliazione tra le parti. Nonostante la decisione
americana e gli scontri quotidiani nella capitale, ieri il premier somalo, Nur
Hassan Hussein, ha confermato la sua apertura alle Corti e alle milizie, invitandole
a deporre le armi e a entrare in trattative con il governo. Trattative che, per
le Corti, sono impossibili fin quando le truppe etiopi, giunte nel dicembre 2006
a sostegno del governo di transizione dopo aver cacciato proprio le Corti dal
Paese, non lasceranno la Somalia. Il Paese è teatro di una guerra civile scoppiata
nel 1991, che ha provocato più di mezzo milione di morti.