17/12/2003versione stampabilestampainvia paginainvia



Il governo del Bhutan si allea con l’India contro i guerriglieri infiltrati

FestaForse 70 uomini uccisi. Decine i feriti. “Le truppe guidate da Sua Maestà il Re hanno lanciato le operazioni per cacciare i ribelli dal Paese. Sua Maestà il Re, nonostante abbia condotto lui stesso l’esercito, è in buona salute e sta bene”, si legge nel sito del Bhutan Broadcasting Service , (BBS) l’unico servizio radio-televisivo del Paese.

Sua Maestà il Re è Jigme Singye Wangchuck e tutto questo accade in Bhutan, piccolo regno tra India e Cina con poco più di 2 milioni di abitanti. Il Paese è tra i meno sviluppati al mondo. Dal 17 dicembre 1907, monarchia ereditaria. Televisione e Internet sono stati introdotti nel ’99, il primo visitatore straniero è arrivato nel ‘74 (tuttora i turisti hanno accesso a poche mete selezionate). La schiavitù è stata abolita solo nel 1958, almeno ufficialmente.

Il Bhutan raramente fa parlare di sé, della la sua povertà e della repressione delle minoranze. Lunedì scorso, però, è tornato alle cronache. L’esercito ha iniziato la prima azione armata contro i ribelli indipendentisti indiani. Da tempo si erano nascosti nel sud, senza arrivare a un accordo con le autorità del Paese. Così li descrive il giornale nazionale Kuensel :”Gli armati sono al massimo 3mila. Nascosti in punti strategici della giungla montagnosa. I loro campi sono protetti da avamposti e terreni minati. Le donne combattenti sono le mogli dei leader. Con loro anche i figli e anziani ribelli”.

Jigme Singye Wangchuck I guerriglieri del Fronte unito di Liberazione dell’Assam (Ulfa), del Fronte Democratico Nazionale del Bodoland (NDFB) e dell'Organizzazione per la Liberazione del Kamtapur (KLO) combattono nel nord-est indiano una guerra da più di venti anni. Con questa operazione il Bhutan ha stretto l’alleanza con il governo di Delhi, suo più importante partner economico. “Non permetteremo ai ribelli anti-indiani di crescere nel nostro territorio”, ha detto il primo ministro. Mentre i soldati inviati da Delhi li aspettavano al varco, lungo il confine bhutanese con le province di Assam e del Bengala Occidentale.

In questi luoghi hymalaiani la convivenza tra abitanti di origine diversa è usata dal governo come pretesto per violare i diritti fondamentali. Nel Bhutan meridionale le autorità continuano a ordinare i trasferimenti forzati dei gruppi di lingua nepalese e religione induista: 35 per cento di una popolazione per metà bhutanese e per il 75 per cento buddista.
La maggior parte dei rifugiati vive nei campi profughi dell’Alto Commissariato dell’Onu per i Rifugiati ( UNHCR ) nel Bhutan orientale. Circa 100mila (dato Amnesty International del 2002) sono emigrati in Nepal. Tra questi, alcuni hanno preso la strada della guerriglia aderendo al Partito comunista di orientamento maoista (Ncp) o hanno raggiunto i gruppi politici in esilio.

Mappa La limitazione delle libertà si è intensificata tra gli anni ’80 e i ’90. Allora il re, custode di una cultura vicina a quella tibetana, permise un censimento e, subito dopo, servendosi dei risultati della rilevazione dette avvio alla discriminazione dei parenti dei profughi. Gli abitanti che parlavano i dialetti nepalesi non poterono più usare la loro lingua e mandare i figli a scuola. Scoppiarono le prime proteste antigovernative per i diritti e per la democrazia. Centinaia di nepalesi iniziarono il loro esodo. Dal 2002 si sta lavorando a una nuova Costituzione, mentre sono ancora presenti forti resistenze alla legalizzazione dei partiti. Oggi i negoziati con il re del Nepal sul rimpatrio dei profughi sono a un punto morto.

L’offensiva militare si sarebbe conclusa ieri notte. I tre gruppi di guerriglieri hanno deciso di trattare. “Sua Altezza Reale ha detto che l'esercito ha raggiunto l’obiettivo di salvaguardare la sicurezza e la sovranità del Paese”, scrive il Bhutan Broadcasting Service, alla vigilia del National Day che celebra la salita al potere della monarchia.
Migliaia di persone si stanno dirigendo verso la capitale Thimpu, per vedere “il principe, la regina, la principessa, i ministri, gli ufficiali dell’esercito e i membri della comunità internazionale", ha aggiunto il BBS, concludendo: " Dasho Jigme Khesar Namgyal Wangchuck, erede al trono, in un discorso allo stadio ha comunicato ai sudditi che i guerriglieri sono stati cacciati definitivamente”. Anche questo avviene nella "Terra del Drago Tuonante". 

 

Francesca Lancini

 

Categoria: Guerra
Luogo: Bhutan