scritto per noi da
Raffaele Coniglio*
Momenti di
forte concitazione si sono vissuti anche ieri in Kosovo. Ancora il
panico. Sebbene quanto accaduto nel pomeriggio sia stato più
circoscritto rispetto a quello che è capitato lunedì,
ed è nato da altre cause per nulla connesse alle vicende
politiche legate all’indipendenza, molta gente si è
riversata per le strade di Pristina.
Come nel Far West. Il Boulevard
Bill Clinton, arteria centrale cittadina molto trafficata, è
stata la protagonista di questa triste storia: una sparatoria stile
far west. Un regolamento di conti o un semplice litigio tra due
famiglie si è concluso con quattro feriti tra cui una bambina
di sette anni ben più grave. Tanta gente, sentendo raffiche di
fucilate provenire dall’interno di un agglomerato di case appena
dietro la Bill Clinton, si è riversata per strada. La signora
Hatixhe, che vive a dieci metri dal posto della sparatoria, ha
sentito più di quindici colpi provenire da una distanza
ravvicinata. Si è subito precipitata alla finestra a cercare
di raggiungere con lo sguardo i suoi due figli, che giocano sempre li
fuori, e ai suoi occhi si è presentata una bambina che per
strada urlava terrorizzata. Si trattava di una parente dei feriti,
quasi sicuramente resa protagonista insieme ai suoi fratelli e cugini
di questa strana storia.
Troppe armi nelle case. Gli
investigatori giunti sul posto, precisamente nell’atrio antistante
la schiera di palazzi, erano alla ricerca di indizi. La sparatoria è
avvenuta esattamente nello stesso agglomerato di case che ospitava
l’ormai tristemente noto
Cafe Sekiraqa, bar che ha preso il
nome dal suo proprietario, coinvolto in una serie di brutte vicende.
Accusato di essere stato il mandante, l’estate scorsa,
dell’uccisione di un poliziotto kosovaro per motivi passionali, il
suo locale è stato raggiunto un mese più tardi, a
settembre, da un ordigno molto potente il cui scoppio ha
letteralmente sventrato l’intera facciata del palazzo che ospitano
molti negozi. Tutto, nel raggio di venti metri, era andato distrutto.
Quella tragica notte persero la vita due giovani kosovari. Sekiraqa,
illeso, è scomparso ed ancora è introvabile. La storia
di quella tragica notte e il ricordo di Sekiraqa, molto temuto da
queste parti, è riaffiorata. Certo una cosa lascia perplessi
molti internazionali e dovrebbe far riflettere la polizia Unmik: la
presenza massiccia di pistole e fucili che tantissime famiglie
detengono. Tanti sono a conoscenza di queste armi e molti fanno finta
e fanno credere che non sia vero. Ora però i molti dovranno
ricredersi. Lo faranno, forse, sentendo con quanta facilità si
spara in pieno centro città.