19/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Mentre tutti guardano a Mitrovica, il Kosovo intero è pieno di armi
scritto per noi da
Raffaele Coniglio* 
 
Momenti di forte concitazione si sono vissuti anche ieri in Kosovo. Ancora il panico. Sebbene quanto accaduto nel pomeriggio sia stato più circoscritto rispetto a quello che è capitato lunedì, ed è nato da altre cause per nulla connesse alle vicende politiche legate all’indipendenza, molta gente si è riversata per le strade di Pristina.

un ferito della sparatoria a pristina - foto di raffaele coniglioCome nel Far West. Il Boulevard Bill Clinton, arteria centrale cittadina molto trafficata, è stata la protagonista di questa triste storia: una sparatoria stile far west. Un regolamento di conti o un semplice litigio tra due famiglie si è concluso con quattro feriti tra cui una bambina di sette anni ben più grave. Tanta gente, sentendo raffiche di fucilate provenire dall’interno di un agglomerato di case appena dietro la Bill Clinton, si è riversata per strada. La signora Hatixhe, che vive a dieci metri dal posto della sparatoria, ha sentito più di quindici colpi provenire da una distanza ravvicinata. Si è subito precipitata alla finestra a cercare di raggiungere con lo sguardo i suoi due figli, che giocano sempre li fuori, e ai suoi occhi si è presentata una bambina che per strada urlava terrorizzata. Si trattava di una parente dei feriti, quasi sicuramente resa protagonista insieme ai suoi fratelli e cugini di questa strana storia.

la scena della sparatoria a pristina - foto di raffaele coniglioTroppe armi nelle case. Gli investigatori giunti sul posto, precisamente nell’atrio antistante la schiera di palazzi, erano alla ricerca di indizi. La sparatoria è avvenuta esattamente nello stesso agglomerato di case che ospitava l’ormai tristemente noto Cafe Sekiraqa, bar che ha preso il nome dal suo proprietario, coinvolto in una serie di brutte vicende. Accusato di essere stato il mandante, l’estate scorsa, dell’uccisione di un poliziotto kosovaro per motivi passionali, il suo locale è stato raggiunto un mese più tardi, a settembre, da un ordigno molto potente il cui scoppio ha letteralmente sventrato l’intera facciata del palazzo che ospitano molti negozi. Tutto, nel raggio di venti metri, era andato distrutto. Quella tragica notte persero la vita due giovani kosovari. Sekiraqa, illeso, è scomparso ed ancora è introvabile. La storia di quella tragica notte e il ricordo di Sekiraqa, molto temuto da queste parti, è riaffiorata. Certo una cosa lascia perplessi molti internazionali e dovrebbe far riflettere la polizia Unmik: la presenza massiccia di pistole e fucili che tantissime famiglie detengono. Tanti sono a conoscenza di queste armi e molti fanno finta e fanno credere che non sia vero. Ora però i molti dovranno ricredersi. Lo faranno, forse, sentendo con quanta facilità si spara in pieno centro città.
Categoria: Diritti
Luogo: Serbia