Mubarak mobilita l'esercito per la carenza di pane. Ma il malcontento popolare aumenta
Scritto per noi da
Elisa Parigi
Il
presidente egiziano, Hosni Mubarak, ha mobilitato le panetterie
dell'esercito per placare il sempre più diffuso malcontento
sociale provocato dalla carenza di pane, ma la crisi non accenna a
risolversi.

Durante una seduta del Governo, convocato domenica per
affrontare la crescente crisi alimentare ed edilizia, il presidente
ha chiesto all'esercito e al ministro degli interni, Habib Ibrahim El
Adly, che si occupa dei panifici che producono il pane per le truppe,
di aumentare la produzione e contribuire alla distribuzione dei
prodotti da forno "per porre fine alla crisi del pane". In
un paese in cui un quinto della popolazione vive al di sotto della
soglia di povertà ( meno di 2 dollari al giorno), il forte
aumento dei prezzi, in particolare quello della farina, che è
triplicato dalla scorsa estate, ha fatto schizzare la domanda di pane
prodotto con i sussidi statali. Almeno quattro persone sono morte a
causa delle liti scatenatesi tra i poveri in attesa davanti ai forni,
ma, secondo alcuni giornali locali, i morti sarebbero nove. Solo
negli ultimi due giorni si sono contate altre 50 risse.

Domenica
scorsa più di tremila persone hanno bloccato la strada che da
Alfiun porta al Cairo, costringendo l’esercito a intervenire e a
isolare alcune località turistiche della zona. Secondo Heba
Kandil, portavoce dell’ufficio del Cairo del World Food Programme,
l’aumento del prezzo del pane è solo uno dei segnali di una
più ampia crisi alimentare. Sono molti i fattori alla radice
del problema: l’aumento del prezzo del petrolio, il boom economico
dell’India e della Cina che ha fatto crescere la domanda di beni di
prima necessità, problemi climatici che hanno portato a
siccità e inondazioni e, non per ultima, la competizione tra
cibo e combustibile, dal momento che un'estensione sempre maggiore di
terre e raccolti viene usata per produrre biocarburante e non cibo.
Domenica Mubarak era sembrato sicuro e deciso: "Dov'è il
problema?", aveva chiesto, "Se è la produzione,
allora deve essere incrementata; se è la distribuzione, allora
altri punti di distribuzione devono essere aperti". Ma oggi il
presidente ha accusato il governo del primo ministro Ahmad Nathif di
essere responsabile delle violenze e ha ordinato di prendere
ulteriori provvedimenti. In realtà il governo si è
sempre mosso con cautela riguardo ai generi di prima necessità.
E' ancora vivo il ricordo del 1977, quando l'allora presidente Anwar
El-Sadat decise di eliminare i sussidi e la popolazione si riversò
per le strade dando vita a violente proteste nelle quali morirono 70
persone e che terminarono solo con la reintroduzione del sostegno
statale.

Il prezzo del pane non calmierato è salito di più
del 26 per cento dall'anno scorso e gran parte della popolazione non
può più permetterselo. Ma non sono solo le famiglie
povere a essere colpite, la crisi si sta diffondendo anche alle
classi medie. “Vengono risucchiate dalla crisi”, ha affermato
Heba Kandil, “l’incremento dei salari non è sufficiente a
superare quello dei prezzi”. Sempre domenica, Mubarak ha insistito
sull’importanza di frenare la crescita della popolazione, che dal
1952 al 2006 è triplicata, raggiungendo i 76 milioni. Secondo
il presidente, la crescita indiscriminata della popolazione è
la maggiore causa dei problemi economici del paese.