19/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Sembrava la trovata geniale per ricavare benzina dalla spazzatura e risolvere due problemi in uno. Ma PeaceReporter non ci ha creduto, e ha trovato parecchie magagne
Scritto per noi
da Gianluca Ursini 
 
ricercatori Coskata all'annuncio del BrevettoSembrava una buona notizia: finalmente era stato trovato il sistema per ridurre l'inquinamento da Co2 e bloccare gli aumenti nei prezzi dei generi alimentari. Contro l'inquinamento il rimedio era già noto: il biocombustibile. Che ha però causato nell'ultimo anno un aumento del prezzo dei cereali, portando su del 12 percento il costo di pane e pasta per i consumatori italiani, vista la penuria di grano sul mercato. La grande richiesta viene proprio dall'aumento di produzione di bioetanolo delle industrie nordamericane. Ma una ditta dell'Illinois sembrava aver registrato un brevetto per riuscire a produrre carburante dagli scarti industriali e agricoli, o anche dalla spazzatura comune. La General Motors si era anche interessata alla scoperta, bloccando il brevetto con un accordo che avrebbe dovuto legare le due società per i prossimi quattro anni.


i ebi tempi dell'accordo tra Gm e Coskata sembrano sfumatiLa Coskata Inc. Opera nel Michigan, ed ha il suo principale stabilimento a Warrenville, Illinois, Usa. E' nata dalla idea di quattro super consulenti finanziari del settore idrocarburi. nel progetto c'è anche Rathin Datta, un ingegnere biochimico indiano da 32 anni trasferito a lavorare nei super laboratori americani, e già depositario di 22 brevetti nel campo dei prodotti biochimici, soprattutto carburanti.
Quattro top manager associati a un ingegnere di origine indiana, che avrebbe trovato il sistema per produrre bioetanolo a un quarto del prezzo attuale di mercato. E soprattutto senza utilizzare sementi coltivati apposta per questa destinazione (come succede ora con grano e soja o altri tipi di frumento che fanno scarseggiare gli alimenti a livello mondiale e fanno schizzare alle stelle i prezzi delle derrate), ma sfruttando qualsiasi tipo di biomasse. Per biomassa si può intendere un ampio spettro di residui organici, dagli scarti lignei ai semplici rifiuti urbani. Dalla spazzatura si otterrebbe, con il brevetto del dottor Datta, benzina a etanolo al costo di 17 centesimi di euro al litro. Coskata afferma, attraverso il suo marketing manager Wes Bolsen, di essere in grado infatti di produrre un gallone di benzina (4 litri) a un dollaro, circa 70 centesimi di euro (contro i due dollari del bioetanolo da grano). General Motors deve aver fiutato l'affare, e lo scorso dicembre aveva chiesto all'azienda di Warrenville di fornirle bioetanolo con il nuovo procedimento entro l'ultimo trimestre 2008. Dalla fabbrica sperimentale fondata nel 2007, Gm chiedeva di passare alla produzione di massa, per arrivare nel 2011 a un picco di 400 milioni di litri di etanolo. Il procedimento inventato da Datta si baserebbe in teoria su due aspetti innovativi. La prima parte del processo di conversione a etanolo prevede la gassificazione dei rifiuti organici; in un secondo momento alcuni microrganismi, o batteri, scoperti dalla Coskata e registrati con brevetto, porterebbero alla fermentazione da cui deriverebbe il bioetanolo. L'etanolo verrebbe infine separato e sarebbe pronto alla commercializzazione, per finire nei serbatoi delle automobili

i tempi dell'accordo con Gm: stretta di mano tra Kimmel, fondatore Coskata e il Ceo di Detroit WagonerDeludente realtà Invece sono emersi parecchi dubbi sulla fattibilità della partnership con GM, e del progetto in generale che avrebbe dovuto liberarci dalla monnezza nelle strade e dalla schiavitù del petrolio. Due dei quattro super manager che avevano fondato Coskata si sono già ritirati, tornando alle loro carriere molto remunerative nell'alta finanza di Chicago e New York. La loro 'plant' (fabbrica) di Warrenville non ha ancora personale, non funziona e non si sa se funzionerà mai. “La nostra sede amministrativa sarà lì, e manterremo i laboratori di ricerca” ci spiegano dall'Illinois. Il sito web di Coskata (www.coskata.com) mostra un impianto di avanguardia, ma al telefono nessuno ha risposto per settimane. Il progetto di partire da fine 2008 con la produzione per Gm sembra rimandato, perché la società starebbe "costruendo due nuovi impianti. Uno destinato a funzionare da metà 2009, che produrrà 160 mila litri annui – secondo le risposte fornite a PeaceReporter da chi cura le relazioni esterne della ditta – e l'impianto definitivo, che dovrebbe produrre 100 milioni di galloni (quasi 400 milioni di litri) per destinazione commerciale, aprirà a fine 2010 e sarà pienamente operativo nel 2011". Ma, precisa il comunicato “non abbiamo ancora destinazioni definitive per queste grandi fabbriche”.
Quel che sembrava una speranza per l'umanità, potrebbe essere l'ennesima bolla destinata a sgonfiarsi, come nei tempi rutilanti dell'economia da Internet.
Intanto limmondizia si continua ad accumulare e la benzina ha toccato quota 1 euro 45 centesimi al litro