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I fatti. Anne Delorme moglie di Pablo Villa un funzionario spagnolo dell'Unione Europea
si trova ora nell'edificio che ospita la sede della Minustah (Missione di Stabilizzazione
delle Nazioni Unite a Haiti).
Situazione strana. “Sono amici e seguo con apprensione l'evolversi della situazione”, raccontava
poco prima della liberazione Francesco Fantoli, documentarista italiano di stanza
a Jacmel, splendida località del sud del Paese. “Certo è anche vero che nell'ultimo
mese i sequestri di persona sono aumentati molto. Adesso ce ne sono circa due
al giorno che fanno una sessantina al mese. Nulla in confronto a quello che accadeva
mesi fa, ma la situazione è tornata a essere preoccupante”.
Intanto nel Paese. La situazione generale del Paese desta ancora preoccupazioni, nonostante gli
sforzi dell'attuale presidente, Renè Preval. “La violenza è diminuita – racconta
ancora il documentarista italiano – gli assassini politici e i rapimenti sono
sempre all'ordine del giorno, ma almeno hanno visto una flessione del 50 percento.
La Polizia (Pnh) è stata ripulita con decine di licenziamenti e arresti. Un certo
ordine nella circolazione è stato ottenuto sia nella capitale, Port au Prince,
che nelle città di provincia. Strade, scuole e ospedali sono in costruzione un
po' ovunque. Inoltre, è facile vedere che le città iniziano a essere più pulite.
Si raccolgono le immondizie e si cancella l'anarchia endemica dei commerci sui
marciapiedi. Un assetto politico-istituzionale embrionale sta via via abituando
il Paese alle prime regole del gioco democratico. Non è molto, ma un inizio”.
Alessandro Grandi
Parole chiave: Alessandro Grandi, pace, guerra, peacereporter, haiti, fantoli