25/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



L'incredibile storia di un indiano dimenticato per 35 anni in carcere
scritto per noi
da Gianluca Ursini
 
 
 

Ha passato 35 anni in prigione, non perché colpevole, ma perché tutti si erano scordati della sua esistenza.
35 anni , passati senza poter parlare con avvocati o familiari. Kashmir Singh era un commesso viaggiatore. Potrà rimetter piede nel suo Paese dopo aver ricevuto la grazia del presidente Musharraf.
 
kashmir singh ancora incredulo esce di prigioneIl 7 marzo ha lasciato la prigione di Lahore, in cui aveva passato più di metà della sua vita. “Rivedo per la prima volta la luce e la confusione, è come se fossi in un altro mondo. Sto ridendo, come non mi succedeva da 35 anni”, ha detto Singh alla tv pachistana 'Geo'.
Il ministro per i diritti umani pachistano Ansar Burni aveva spiegato il suo incontro casuale con il detenuto: “il signor Singh era un ex poliziotto di Hoshiarpur nel Punjab, poi divenuto commesso viaggiatore di transistor. Durante un suo viaggio a Rawalpindi venne arrestato”.
 
a sinistra il ministro A. Burni accompagna Kashmir SinghPer la presunta spia era stata chiesta la pena di morte nel 1979, poi i cambi di regime in Pakistan avevano fatto cadere nel dimenticatoio il suo caso. Nel corso di decine di cambi di penitenziario, di Singh si erano perse le tracce, perché veniva registrato nei penitenziari col cognome di Ibrahim. Da 24 anni il commesso viaggiatore non riceveva più notizie dai suoi avvocati e dalla famiglia. “L'ho cercato per anni – ha detto il ministro dei Diritti umani – ma a causa del cambio di cognome non si riusciva più nemmeno a capire in che prigione fosse finito. Durante una visita in un penitenziario di Lahore, a dicembre, ho conosciuto un uomo il cui caso mi suonava familiare. Il direttore della prigione mi disse di non avere ben chiaro il suo passato giudiziario. L'ho fatto chiamare e abbiamo ripercorso tutta la sua vicenda. Era l'uomo che cercavo da anni, e che il ministero della Giustizia si era dimenticato da anni. In poche settimane ho ottenuto la grazia del presidente per lui, ma abbiamo dovuto attendere due mesi per ottenere tutti i permessi dalle prigioni dove era passato e poterlo finalmente liberare”. Singh è adesso un signore canuto ultrasessantenne che si potrà godere la pensione nella città natale. Di sicuro non può tornare a fare il commesso viaggiatore di transistor. Un bene che non è più in commercio da anni. Intanto centinaia di altri cittadini pachistani e indiani sono prigionieri senza processo e senza contatti con l'esterno nelle carceri dei due Paesi, vittime delle tre guerre di frontiera combattute dai loro governi in 60 anni.
Categoria: Diritti
Luogo: Pakistan