
Secondo le autorità cinesi, le tredici persone rimaste uccise negli scontri a
Lhasa erano cinesi, vittime di una violenta ‘caccia al cinese’ da parte dei manifestanti
tibetani.
Una versione che fa discutere, ma che trova le prime conferme.
Juan Carlos Alonso, un turista spagnolo in partenza dal Tibet, intervistato dalla
France Presse ha raccontato: "Quando si sentivano delle urla, potevate stare sicuri che stavano
inseguendo un cinese. Hanno preso una ragazza per strada e l'hanno portata verso
una porta, poi hanno cominciato a colpirla con delle pietre. Chiedeva disperatamente
aiuto e non so come possa esserne uscita. Molti cinesi scappavano per salvarsi
la pelle. I manifestanti tibetani avevano coltelli, pietre, machete, utilizzavano
tutto quello gli capitava per le mani".
Diversi video amatoriali comparsi in rete (
come questo) mostrano le violenze dei manifestanti tibetani contro civili cinesi inermi.