Un contadino di un
villaggio indiano al confine con il Pakistan, accusato di essersi infiltrato in
territorio pachistano per ordire un attentato, ha visto ieri confermata la
propria condanna a morte,
Pervez
Musharraf inflessibile
Il presidente pachistano ha confermato la sentenza di morte per
Sarabjit Singh, accusato di spionaggio e di aver introdotto delle
bombe da usare in un attentato in Pakistan. La sua impiccagione è
ora attesa per il primo di aprile. Si trova in prigione a Lahore, ma il
ministro per i diritti Umani, Ansar Burni, ha negato che la sentenza di
morte verrà eseguita così presto. Sarabjit Singh era
stato arrestato nel 1991 con l'accusa di aver portato in Pakistan le
quattro bombe che pochi giorni prima avevano fatto 14 morti a Lahore
e Faisalabad. Ha sempre detto di essere un contadino analfabeta,
vittima di un errore di persona, sostiene di essere
finito in territorio pachistano attraversando ubriaco la frontiera.
Il suo caso ha destato in India molto interesse, dopo che il suo
ultimo appello era stato rigettato dalla Corte suprema di Islamabad
nel 2006. Nel 2005 l'allora ministro degli Esteri di Nuova Delhi,
Natwar Singh, aveva chiesto la grazia per il suo quasi omonimo, per
ragioni umanitarie.