14/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Iran, al voto per conservare lo status quo
Scritto per noi da
Nardana Talachian
 
Elezioni in IranAlla vigilia delle elezioni parlamentari dell’Iran le strade della capitale sono stracolme della gente in giro tra i negozi per le spese dell’anno nuovo iraniano e preoccupata per l’inflazione che non le permette di comprare tutto il necessario. Il grande assente della capitale è la campagna elettorale dei candidati: solo pochi grandi cartelli dei partiti senza la lista degli aspiranti ai 290 seggi del parlamento. Questo aiuta l’indifferenza di quelli che fino a pochi giorni fa non conoscevano nemmeno la data delle elezioni. Teheran ha 30 deputati al Parlamento che vanno eletti tra gli 800 candidati. Sono per lo più appartenenti alle fazioni del leader supremo della rivoluzione e del presidente ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad. Più di 400 candidati delle liste dei riformisti e conservatori paragmatici sono stati bocciati dal Consiglio dei Guardiani con l’accusa di non avere impegno morale e pratico nei confronti della religione islamica.
 
Elezioni in IranTutto sembra già previsto: per vincere l’indifferenza delle masse del popolo i grandi mulla conservatori hanno definito la partecipazione al voto un obbligo e dovere religioso a cui non ci si debba sottrarre. E due giorni prima delle elezioni dall’ufficio del supremo leader è stato inviato un sms a tutti i cellulari degli utenti iraniani che detta al popolo chi deve eleggere: “Il popolo voti ai candidati in grado di agevolare il maggiore servizio all’attuale assiduo governo”. Un ordine a non scegliere quelli che possono criticare Ahmadinejad per tutti gli errori commessi negli ultimi tre anni che secondo il parere di molti esperti hanno messo in gioco tutti gli interessi interni ed esterni dell’Iran. Sono critiche che per il presidente stesso nascono dai complotti di ‘coloro che non augurano il bene ed il successo della nazione’. La radio e televisione iraniana controllato dal leader supremo è divenuta l’altoparlante dei conservatori. Se si concede qualche spazio ai riformisti è solo per poter avere poi un’occasione in più per deplorare i loro piani progressisti. Vanno in onda in continuazione le canzoni che suscitano il patriottismo. Si paragona poi le elezioni con la vittoria di 2-1 della nazionale iraniana alla nazionale Usa nei mondiali di 98 di Francia. D’altra parte i giornali appartenenti ai riformisti colpiti negli ultimi anni da una vasta ondata di arresti non sono riusciti equilibrare la cieca campagna elettorale dei conservatori soprattutto perchè questi ultimi godono di una tiratura maggiore dei loro quotidiani al livello nazionale.
 
Elezioni in IranRetorica anti-Usa. Il sostegno degli americani ai riformisti ha reso difficile una loro possibile vittoria nelle elezioni. La televisione continua a trasmettere le affermazioni di Ayatollah Khamenei che dichiara ‘vergognoso’ l’appoggio degli americani a ‘certe fazioni politiche’ ed esorta il popolo a deludere il nemico con il voto a quelli che non piacciono al grande satana. Domenica scorsa il servizio nella lingua farsi di Voice Of America (VOA) ha intervistato il portavoce della frazione riformista del parlamento iraniano, Nour Eddin Pir Moazzen in visita negli Usa per partecipare ad una conferenza di chirurgia. Nell’intervista il deputato ha denunciato l’operato del Consiglio dei Guardiani per aver bocciato una buona parte dei candidati con delle false accuse ed ha alzato il tono contro la politica Estera di Ahmadinejad e la posizione che ha assunto sull’Olocausto, sul nucleare iraniano, sulla spartizione del Mar Caspio e sull’economia del Paese. Lunedì mattina il ministro iraniano delle informazioni, Gholam Hossein Mohseni Ejei, ha accusato il deputato del tradimento promettendo che il suo ministero proseguirà il caso e non lascerà sfuggire nessuno. Secondo gli articoli 84 e 86 della Costituzione iraniana i deputati sono liberi di esprimere la propria opinione riguardo ad ogni questione che concerna il Paese sul piano interno ed internazionale e non possono essere perseguiti o arrestati a causa di opinioni manifestate.
 
Partecipare alle elezioni di cui si conoscono già i vincitori pare insensato. Eppure saranno in molti a recarsi alle urne: i ceti mediobassi convinti di dover adempiere all’obbligo religioso saranno accompagnati da quelli che hanno nel cuore il fervore di dimostrare devozione all’Ayatollah Khamenei. Saranno presenti anche le masse dei giovani che per poter essere ammessi alle università e assunti negli uffici pubblici hanno bisogno della timbra delle elezioni nella loro carta d’identità.
Parole chiave: iran, elezioni, Nardana Talachian
Categoria: Diritti, Elezioni
Luogo: Iran