15/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Il primo contributo della rubrica dedicata ai racconti di viaggi dei nostri lettori
Sulla strada. Ammettiamolo: il nome scelto per la nuova rubrica dell'hebdromedario non brilla per originalità, ma è stata una scelta obbligata, quasi un riflesso condizionato. Un dromedario, per sua natura, percorre la strada, instancabile. E si guarda attorno curioso. Questo spazio sarà aperto a tutti coloro che vorranno raccontarci una città, un paese, un avvenimento, un popolo. Culture e tradizioni. Un diario di viaggio, che mettiamo a vostra disposizione. Soffocateci di emozioni
 
scritto per noi da
Daniela Zambrano
 
Sarajevo non si può scoprire in due giorni. Eppure tanti ragazzi vi approdano, con un biglietto interrail che, a un prezzo modico, permette loro di visitare le più grandi città di un’area.

Nonostante i ragazzi, in genere, la lascino in fretta, in questo momento Sarajevo è vivissima, ospita un festival internazionale “Baricade bez granica, 68-08, novi (vrli)svijet”, ovvero, “barricades without borders, 68-08, new (brave) world”. L’evento s’interseca con un altro annuale, Sarajevo winter, e, iniziato il 7 febbraio, andrà avanti fino al 21 marzo. Gli eventi sono tutti gratuiti, che si tratti di un balletto di danzatrici croate alla Dom Armije, della Boheme di Puccini al teatro nazionale o della visione di un film al Kino Bosna. I luoghi che ospitano gli eventi sono diversi, al di là e al di qua del romantico fiume Miljacka, che è il confine storico naturale della città, un po' austroungarica, un po' ottomana. Tra tutti, a prescindere dal festival, un vero meeting point è costituito dal già menzionato Kino Bosna, un cinema che fa storia. Una sala per le proiezioni, arredata alle pareti con tende ricavate dallo srotolamento di vecchi nastri ormai non più fruibili, un ingresso con un bancone, qualche tavolino con sedie dove potersi fermare per il bivacco post ma anche pre film, mentre la sala più interna ospita un bar con altrettanti tavoli e panche, dove si fuma liberamente perché ancora qui non c’è divieto alcuno.

adilSeguendo la storia di questo cinema si ha un'idea della contemporanea Sarajevo: aperto inizialmente per proiezioni di film pornografici, divenne in tempo di guerra uno dei pochi cinema attivi con proiezioni per bambini. Si racconta che quando un pullman li portava al Kino, le granate, solo allora, si interrompevano. Ora il Kino è cinema d’essai, per una settimana la sala ha ospitato un pubblico copiosamente francese, data la selezione di film di Zan Lik Godar ( è così che chiamano il famoso regista della Nouvelle Vague in Bosnia), Roumain Goupil e Alain Resnais. Ogni lunedì al Kino, dopo le proiezioni, due musicisti con fisarmonica e voce, tengono viva la serata con musica folkloristica. Il giovedì c’è danza del ventre, la domenica invece dei ragazzi italiani allestiscono una giornata a tema. Sono “0teatro”, durante l’inverno stabilì a Sarajevo, dove fanno laboratori e si preparano per il loro programma itinerante estivo. C’è Giorgio, il “filosofo” di Merano insieme a Caterina, Luce e Alessandro, originari del nord e del centro Italia. Un gruppo molto amato da chi frequenta spesso il Kino. La domenica tengono banco con giochi .
Al Kino i ragazzi si fermano anche solo per passare qualche ora a bere birra e chiacchierare tra loro e coi più anziani, che magari sono piccoli grandi attori del cinema bosniaco. Come Adil: lungo le pareti del bar, tra le diverse foto che ritraggono attori e registi, c'è anche la sua foto con Wim Wenders.
Categoria: Costume
Luogo: Bosnia Erzegovina