Sulla strada. Ammettiamolo: il
nome scelto per la nuova rubrica dell'hebdromedario non brilla per
originalità, ma è stata una scelta obbligata, quasi un
riflesso condizionato. Un dromedario, per sua natura, percorre la
strada, instancabile. E si guarda attorno curioso. Questo spazio sarà
aperto a tutti coloro che vorranno raccontarci una città, un
paese, un avvenimento, un popolo. Culture e tradizioni. Un diario di
viaggio, che mettiamo a vostra disposizione. Soffocateci di emozioni
scritto per noi da
Daniela Zambrano
Sarajevo
non si può scoprire in due giorni. Eppure tanti ragazzi vi
approdano, con un biglietto interrail che, a un prezzo modico,
permette loro di visitare le più grandi città di
un’area.

Nonostante
i ragazzi, in genere, la lascino in fretta, in questo momento
Sarajevo è vivissima, ospita un festival internazionale
“Baricade bez granica, 68-08, novi (vrli)svijet”,
ovvero,
“barricades without borders, 68-08, new (brave) world”.
L’evento s’interseca con un altro annuale, Sarajevo winter, e,
iniziato il 7 febbraio, andrà avanti fino al 21 marzo. Gli
eventi sono tutti gratuiti, che si tratti di un balletto di
danzatrici croate alla Dom Armije, della Boheme di Puccini al teatro
nazionale o della visione di un film al Kino Bosna. I luoghi che
ospitano gli eventi sono diversi, al di là e al di qua del
romantico fiume Miljacka, che è il confine storico naturale
della città, un po' austroungarica, un po' ottomana. Tra
tutti, a prescindere dal festival, un vero meeting point è
costituito dal già menzionato Kino Bosna, un cinema che fa
storia. Una sala per le proiezioni, arredata alle pareti con tende
ricavate dallo srotolamento di vecchi nastri ormai non più
fruibili, un ingresso con un bancone, qualche tavolino con sedie dove
potersi fermare per il bivacco post ma anche pre film, mentre la sala
più interna ospita un bar con altrettanti tavoli e panche,
dove si fuma liberamente perché ancora qui non c’è
divieto alcuno.

Seguendo
la storia di questo cinema si ha un'idea della contemporanea
Sarajevo: aperto inizialmente per proiezioni di film pornografici,
divenne in tempo di guerra uno dei pochi cinema attivi con proiezioni
per bambini. Si racconta che quando un pullman li portava al Kino, le
granate, solo allora, si interrompevano. Ora il Kino è cinema
d’essai, per una settimana la sala ha ospitato un pubblico
copiosamente francese, data la selezione di film di Zan Lik Godar ( è
così che chiamano il famoso regista della Nouvelle Vague in
Bosnia), Roumain Goupil e Alain Resnais. Ogni lunedì al Kino,
dopo le proiezioni, due musicisti con fisarmonica e voce, tengono
viva la serata con musica folkloristica. Il giovedì c’è
danza del ventre, la domenica invece dei ragazzi italiani
allestiscono una giornata a tema. Sono “0teatro”, durante
l’inverno stabilì a Sarajevo, dove fanno laboratori e si
preparano per il loro programma itinerante estivo. C’è
Giorgio, il “filosofo” di Merano insieme a Caterina, Luce e
Alessandro, originari del nord e del centro Italia. Un gruppo molto
amato da chi frequenta spesso il Kino. La domenica tengono banco con
giochi .
Al
Kino i ragazzi si fermano anche solo per passare qualche ora a bere
birra e chiacchierare tra loro e coi più anziani, che magari
sono piccoli grandi attori del cinema bosniaco. Come Adil: lungo le
pareti del bar, tra le diverse foto che ritraggono attori e registi,
c'è anche la sua foto con Wim Wenders.