14/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Torna in libertà il leader dei salafiti in Giordania. Era stato il maestro di al-Zarqawi, pronto a pentirsi?
Per anni è stato ritenuto l'uomo più pericoloso della Giordania. Da ieri è di nuovo in libertà. Si tratta di Abu Muhammad al-Maqdisi, guida spirituale dei salafiti (integralisti islamici) giordani. Al-Maqdisi è in carcere da anni, ma venne liberato una prima volta nel 2005. Violò la consegna del silenzio impostagli dal governo di Amman, rilasciando una lunga intervista ad al-Jazeera. Intervista che non piacque affatto alla monarchia giordana che ne ordinò l'immediato arresto. Al-Maqdisi, però, è più noto ancora come 'l'ideologo di al-Zarqawi', il capo della guerriglia irachena.

al-maqdisiIl maestro del terrore. Al-Maqdisi, palestinese di origine, conobbe al-Zarqawi in carcere. Il futuro leader dell'insurrezione armata in Iraq contro le truppe della Coalizione internazionale, dal 1995 al 1999, era un detenuto comune. Un ladruncolo che, come ricordano a Zarqa, suo paese natale, era noto per il dissoluto stile di vita. In carcere, però, al-Zarqawi conosce al-Maqdisi, guida spirituale dei salafiti e, a detta di molti, 'cattivo maestro'. Nelle lunghe chiacchierate durante l'ora d'aria, nelle preghiere collettive, al-Maqdisi si dedica alla 'redenzione' dei detenuti che non sono buoni musulmani. A volte però, almeno dal punto di vista della monarchia giordana, alleata fedele degli Stati Uniti d'America che non tollerano predicatori anti-occidentali, indica ai giovani adepti la via sanguinosa della jihad, la guerra santa. Al-Zarqawi, almeno a giudicare dalla sua 'carriera', segue per filo e per segno gli insegnamenti di al-Maqdisi. Quando esce di prigione, nel 1999, fa perdere le sue traccie e abbandona la strada del crimine comune. Riemerge, anni dopo, nel Kurdistan iracheno, alla guida di un gruppo chiamato Ansar al-Islam. Riesce con la brutalità e il terrore a instaurare una sorta di califfato, dove vige la sharia (la legge coranica).
Nel 2003 l'Iraq viene invaso dalle truppe statunitensi e dai loro alleati. A quel punto Zarqawi si sposta, secondo quanto è stato ricostruito dagli stessi angloamericani, nel triangolo sunnita, facendone la sua base operativa.

un video di al-zarqawiUn nuovo caso Sayd Imam? Nel 2006, dopo una lunga caccia all'uomo, Zarqawi viene assassinato dalle truppe Usa. Finisce la carriera dell'alunno più famoso di al-Maqdisi. Ma per quale motivo un uomo sospettato di essere il 'cattivo maestro' di Zarqawi e altri come lui viene rimesso in libertà? La risposta, forse, la può fornire l'Egitto. A novembre dello scorso anno, a sorpresa, le autorità del Cairo concessero il permesso per la pubblicazione di un libro di Sayd Imam, l'ideologo del gruppo islamista egiziano Jamàa al-Islamiya, noto anche come il dottor Fadel. Un uomo che, per anni, è stato indicato come la 'mente' degli attacchi terroristici avvenuti in Egitto contro obiettivi occidentali. Lo stesso al-Zawahiri, numero due di al-Qaeda, ed egiziano egli stesso, cita Sayd Imam nei suoi video messaggi come punto di riferimento. Il libro però, e qui sta il nodo della questione, è una esplicita condanna della jihad sanguinaria. Un ripensamento totale delle teorie che avevano ispirato, in Egitto e nel mondo, centinaia di fondamentalisti. Molti osservatori ritennero che il ripensamento non fosse proprio sincero, ma rappresentasse il prezzo che Sayd Imam, di fronte alla prospettiva del carcere a vita, ha scelto di pagare.
Che sia successa la stessa cosa ad al-Maqdisi? Per il momento non è dato sapere, mentre i suoi parenti hanno spiegato ad al-Jazeera, che il silenzio stampa del leader salafita sarà assoluto. La motivazione ufficiale del rilascio è che, in cambio dell'assoluto abbandono della sua attività di predicatore, ad al-Maqdisi è stato permesso di tornare libero perché malato e per potersi occupare della suia famiglia che versa in gravi condizioni economiche. Conoscendo però il trattamento che la Giordania riserva agli islamisti, c'è da scommettere che a breve al-Maqdisi annuncerà la pubblicazione delle sue memorie. Piene di pentimento.

Christian Elia

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