13/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Elezioni anticipate in Serbia: si vota l'11 maggio
''Il presidente della Repubblica ha firmato un decreto con il quale ha disposto lo scioglimento del Parlamento convocando al contempo le elezioni legislative, da tenersi l'11 maggio''. Così recita la nota diffusa dal gabinetto del presidente serbo Boris Tadic. La decisione è stata presa dopo che, l'8 marzo scorso, il premier Vojslav Kostunica si è dimesso, facendo nei fatti venir meno la coalizione che ha governato la Serbia negli ultimi anni.

parlamento di belgradoAlle urne l'11 maggio. ''Le elezioni sono una via democratica per consentire ai cittadini di dire come la Serbia dovrà svilupparsi negli anni a venire'', ha scritto Tadic nella nota diffusa oggi dal suo gabinetto con la quale veniva sciolto il Parlamento in carica. ''Il voto - ha aggiunto il presidente serbo - rappresenta una nuova chance per rafforzare le nostre capacità di difendere la sovranità e l'integrità territoriale del Paese e per rafforzare le nostre prospettive di sviluppo economico attraverso il processo d'integrazione europea''.
Si completa così la rottura tra i due alleati che, dopo appena un anno, era nata dalle elezioni del gennaio 2007. Rottura quasi doverosa, dopo che Kostunica ha forzato la mano al governo, chiedendo in consiglio dei Ministri la sospensione degli accordi di prossimità con l'Unione europea fino a quando non fosse stata revocata la dichiarazione d'indipendenza del Kosovo.
Un voto politico, di rottura con Bruxelles, ritenuta da Kostunica colpevole di voler barattare l'adesione all'Ue con lo scippo della regione serba a maggioranza albanese.
Il consiglio, dove nessuno è favorevole all'indipendenza del Kosovo, ha però bocciato la proposta di Kostunica, portando quest'ultimo alle dimissioni.
Tramonta così la coalizione di governo tra le forze liberali vicine a Tadic e i nazional-conservatori del premier Kostunica.

il presidente serbo boris tadicCosa accadrà adesso? Difficile dirlo, ma come ha lasciato intendere Tadic nella sua nota, la popolazione serba sarà chiamata ancora una volta a pronunciarsi su una sorta di referendum. Europa o no? Dato per acquisito che nessun serbo si proclamerà mai d'accordo con la secessione del Kosovo, bisogna capire cosa fare adesso. Ingoiare il rospo e andare avanti sul processo d'integrazione europeo, quindi sostenere il Partito Democratico (Ds) del presidente Tadic, oppure impostare la politica internazionale sul legame con Mosca e sostenere il Partito Democratico di Serbia (Dss) di Kostunica. Ingoiando il rospo lo stesso. Alle ultime elezioni presidenzial.i, tenutesi a febbraio, Kostunica pur essendo in coalizione con Tadic non lo ha appoggiato al ballottaggio contro Tomislav Nikolic, leader del Partito Radicale Serbo (Rss). Tadic ha vinto di un soffio e, adesso, Kostunica potrebbe allearsi a Nikolic tentando di prendere il controllo del Parlamento di Belgrado ostacolando la politica del presidente Tadic. In fin dei conti però, alle presidenziali, Tadic ha vinto anche senza Kostunica, perché i serbi (in particolare i giovani), vogliono l'Europa e il futuro.
 

Christian Elia

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