Israele accusa al-Jazeera di faziosità per i palestinesi. E minaccia di oscurarla
Non c'è pace per al-Jazeera.
Il più grande network
televisivo in lingua araba del mondo, nato in Qatar dalle ceneri
della sede locale della Bbc, dopo
le polemiche con i governanti di mezzo mondo, potrebbe prossimamente
essere oscurata in Israele.
Tel Aviv
minaccia l'oscuramento. Lo rivela oggi il quotidiano israeliano
Jerusalem Post, secondo cui una lettera di reclamo ufficiale
verrà inviata nei prossimi giorni dal ministero degli Esteri
israeliano alla sede della televisione a Doha, in Qatar appunto.
Motivo del contendere, la copertura mediatica dell'operazione Inverno
Caldo, condotta nelle scorse settimane dall'esercito israeliano nella
Striscia di Gaza e costata la vita ad almeno centoventi palestinesi.
In realtà una forma di boicottaggio del governo di Tel Aviv
nei confronti dell'emittente del Qatar è già in atto da
qualche giorno, visto che i portavoce del ministero degli Esteri
rifiutano le richieste di apparire sul canale satellitare.
''Il ministero
degli Esteri israeliano ha avuto colloqui in proposito e ha deciso di
porre un embargo contro l'emittente. Le sue notizie sono disoneste e
ci danneggiano e incitano la gente ad attività
terroristiche'', ha spiegato alla radio dell'Esercito il vice
ministro degli Esteri israeliano Majali Wahabe. I giornalisti di
al-Jazeera, cui non è permesso di entrare negli uffici
dell'esecutivo israeliano a Gerusalemme, sono stati attaccati anche
dal presidente palestinese Mahmoud Abbas, secondo cui i servizi
dell'emittente qatariota favoriscono Hamas.
Un duro colpo
per al-Jazeera, che non è nuova a scontri con
governi e politici. Il presidente statunitense George W. Bush, in più
occasioni, ha censurato la scelta editoriale dell'emittente di
trasmettere tutte, ma proprio tutte, le voci. Un esempio su tutti:
Osama bin Laden. Lo stesso Colin Powell, quando era Segretario di
Stato, minacciò di far chiudere la sede di
al-Jazeera
a Baghdad
. Sede che venne poi, per errore, colpita dal
fuoco d'artiglieria Usa. Ma anche in Algeria, per esempio, i
giornalisti della tv del Qatar non sono ben accetti, e neppure in
Arabia Saudita. Lo stile di
al-Jazeera insomma, scontenta
tutti i politici, ma entusiasma le masse arabe di tutto il mondo. Un
bacino potenziale di un miliardo di persone. L'ha ben capito la
Bbc
che, l'11 marzo scorso, ha lanciato la versione in arabo del suo
notiziario televisivo. Un segnale importante, quasi quanto il lancio
(due anni fa) della versione in inglese di
al-Jazeera. Il
modo migliore per conoscere e conoscerci, nell'era moderna, resta la
televisione. Sempre che nessuno resti oscurato.
Ch.E.