13/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



L'Australia vuole sopprimere 400 canguri che vivono in un'ex base militare. Proteste degli animalisti
Per riconquistare una ex base militare ora in mano a un nemico che continua a moltiplicare le sue forze, il governo australiano è pronto a lanciare un'offensiva a colpi di armi chimiche. Ma molti australiani non sono d'accordo e sono pronti a fare da scudi umani, chiedendo una soluzione diplomatica alla crisi. Dall'altra parte non giungono però proposte alternative. E come potrebbero, dato che il nemico da sterminare è una colonia di canguri, destinata a essere decimata con un'iniezione letale di massa, che sta provocando la reazione compatta dei gruppi animalisti.

Il piano. Le autorità di Canberra vogliono sopprimere 400 canguri sui circa 500 che vivono nell'area attorno alla dismessa stazione di trasmissione navale di Belconnen, proprio nella capitale. Secondo il governo, l'eccessivo numero di canguri a pascolo nella zona mette a rischio altre specie animali, tra cui un tipo di lucertola e di falena. Un piano per spostare i marsupiali in un'altra regione, come proposto dagli animalisti, è stato bocciato dal governo in quanto “inumano”. Così, questo fine settimana gli animali dovrebbero venire soppressi, dopo essere stati addormentati con dei sonniferi sparati a distanza. L'idea di un tiro a segno con proiettili veri è stata scartata per i rischi di colpire i residenti delle case circostanti, o i dimostranti che si dovessero opporre al piano.

Le reazioni. “Programmi come questi, se amministrati in modo umano, sono a volte necessari”, ha detto il ministro per l'ambiente Peter Garrett. Ma gli attivisti per i diritti degli animali hanno intenzione di bloccare il massacro, incatenandosi ai cancelli della Belconnen Station. “Da sabato saremo lì 24 ore su 24”, ha annunciato Pat O'Brien, presidente della Wildlife Protection Association of Australia. Secondo gli attivisti, i canguri da sopprimere sono inoltre già fatti soffrire inutilmente perché tenuti lontani dalle fonti d'acqua dove si abbeverano, per colpa di una rete provvisoria installata dalle autorità. Un gruppo animalista britannico, Viva!, si è unito alla battaglia grazie anche al sostegno di Paul McCartney, che in un messaggio video ha parlato del “bisogno urgente di proteggere i canguri da una barbara industria che li massacra per la loro carne e la loro pelle”.

Paul McCartneyUn commercio mondiale. Il piano era stato ideato un anno fa dall'allora governo conservatore di John Howard, ma le proteste degli animalisti avevano fatto rinviare la sua esecuzione. In un precedente simile, nel 2004, l'Australia provocò uno scandalo internazionale decidendo di sparare a 900 canguri vicino a una diga che rifornisce d'acqua la capitale. Anche in quella occasione, il motivo era l'erosione del terreno causata dal pascolo selvaggio degli animali. Ma lontano dai riflettori, ogni anno in Australia sono milioni i canguri uccisi per motivi commerciali. “La carne è venduta come cibo per cani ed esportata, specialmente in Francia, Germania e Russia”, ha spiegato O'Brien.
 

Alessandro Ursic

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