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Un
mistero fitto. Il quotidiano algerino smentisce quindi l'omologo
al-Nahar, secondo cui
Ebner e Kloiber sarebbero stati portati in Mali. Nessuna certezza
sulla sorte dei due austriaci, che si trovano in gita con un
fuoristrada noleggiato in Tunisia, a pochi chilometri dal confine con
l'Algeria. L'ultima persona ad averli visti è una guida
tedesca il 15 febbraio scorso. Da quel momento di loro si sono perse
le tracce. La fonte d'intelligence citata da el-Khobar ha
indicato nella cellula dell'emiro salafita Yahya Jawadi, alias Abu
Omar al-Tayariti, il responsabile del rapimento.
Rapimento
'sui generis'. Il governo
austriaco, come quelli della Tunisia, dell'Algeria e della Libia,
mantiene sulla vicenda un riserbo assoluto. Vienna ha infatti
disconosciuto la rivendicazione del rapimento apparsa in rete e poi
rilanciata con una telefonata ad al-Jazeera,
diffidando dell'autenticità. Neanche i governi maghrebini si
sono sbilanciati, anche se il mondo dell'informazione non è
poi così libero in Algeria: tutte le notizie filtrate in
questi giorni sulla rete dimostrano che esiste la volontà di
far trapelare delle notizie. ''Una brigata di miliziani, il 22
febbraio, si è infiltrata in Tunisia e ha rapito due turisti
austriaci''. La telefonata forniva il numero dei passaporti e
chiudeva garantendo che i due uomini godono di ottima salute. Basta.
Neanche una foto, un video, una registrazione audio. In palese
contraddizione con le 'strategie comunicative' di al-Qaeda e dei suoi
affiliati. Manca poi un elemento fondamentale: la richiesta del
riscatto 'politico'. Mai un'operazione del genere si è risolta
senza appelli al ritiro delle truppe straniere da Afghanistan e Iraq,
oppure alla liberazione della Palestina. Invece lo scarno comunicato
si limita a intimare alle forze speciali algerine di non usare la
forza, pena la vita di Ebner e Kloiber, e rimandano a un secondo
momento la richiesta di riscatto.
Strategia
di comunicazione. Modalità
molto originali, alle quali fa da contraltare una certa frenesia dei
militari algerini, che oggi hanno fatto sapere che unità
speciali dell'esercito stanno effettuando delle perlustrazioni nella
zona al confine con la Tunisia, alla ricerca dei due turisti
austriaci. Sembra quasi che Algeri voglia dare pubblicità alla
vicenda, tanto quanto Tunisi ( dove il regime di Ben Alì vive
nell'incubo islamista) tiene un profilo basso, non ammettendo ancora
che si possa parlare di rapimento. Il governo di Vienna ha deciso,
per vederci più chiaro, l'invio di un’unità di crisi
nella regione allo scopo di seguire da vicino la vicenda. Nella
regione, da mesi, l'esercito algerino ha concentrato forze ingenti
nel tentativo di eliminare le sacche della resistenza armata nel sud
del paese. Il rapimento dei due austriaci, da un lato, potrebbe
rappresentare un salto di qualità nella strategia dei
miliziani salafiti, che potrebbe essere dovuto al tentativo, come
detto, di uscire dalla morsa nella quale li ha rinchiusi l'esercito
di Algeri. Allo stesso tempo, però, lascia perplessi la
pubblicità che i media algerini danno alla vicenda, dando per
scontata la matrice al-Qaeda. Come se, almeno negli ultimi mesi, il
governo algerino sentisse il bisogno di legittimare le operazioni
militari nella regione. Un fitto mistero, che tiene con il fiato
sospeso le famiglie dei due austriaci.Christian Elia
Parole chiave: christian elia, algeria, Wolfgang Ebner, Andrea Kloiber, al-qaeda in maghreb