12/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Sempre più fitto il mistero sulla scomparsa dei due turisti austriaci in Algeria
Il mistero sulla sorte di Wolfgang Ebner e Andrea Kloiber, rispettivamente 51 e 43 anni, i due turisti austriaci dispersi da settimane in Tunisia, s'infittisce sempre di più. Il quotidiano algerino el-Khobar, vicino ai servizi segreti di Algeri, sostiene con certezza che i due uomini sono stati rapiti da miliziani di al-Qaeda in Maghreb e portati nella zona desertica al confine tra Tunisia, Libia e Algeria.

Un mistero fitto. Il quotidiano algerino smentisce quindi l'omologo al-Nahar, secondo cui Ebner e Kloiber sarebbero stati portati in Mali. Nessuna certezza sulla sorte dei due austriaci, che si trovano in gita con un fuoristrada noleggiato in Tunisia, a pochi chilometri dal confine con l'Algeria. L'ultima persona ad averli visti è una guida tedesca il 15 febbraio scorso. Da quel momento di loro si sono perse le tracce. La fonte d'intelligence citata da el-Khobar ha indicato nella cellula dell'emiro salafita Yahya Jawadi, alias Abu Omar al-Tayariti, il responsabile del rapimento.
Lo stesso gruppo che, il 7 febbraio scorso, avrebbe ucciso sette guardie di confine algerine nella stessa zona e che, alla fine del 2007, avrebbe ucciso quattro turisti francesi in Mauritania. Al-Tayariti è il nuovo emiro della zona, dopo la resa di Mokhtar Bemokhtar, il vecchio emiro.
Le deduzioni della fonte anonima dei servizi algerini citata da el-Khobar sono l'unica prova che i fatti siano andati davvero così. Al-Qaeda in Maghreb avrebbe rivendicato su internet il rapimento, ma pur citando dati anagrafici corretti dei due turisti, cosa che farebbe presupporre che siano in possesso dei loro passaporti, non hanno mostrato immagini di Ebner e Kloiber. Rivendicazione sui generis quindi, in quanto i due cittadini austriaci sarebbero un bel bottino da mostrare in un momento nel quale l'esercito di Algeri affonda i colpi con durezza contro i terroristi. Dimostrare di avere in mano due ostaggi, garantirebbe un minimo di respiro ai miliziani, che invece non li fanno vedere a nessuno. Non li hanno rapiti? Li hanno già uccisi? Il mistero rimane.

Rapimento 'sui generis'. Il governo austriaco, come quelli della Tunisia, dell'Algeria e della Libia, mantiene sulla vicenda un riserbo assoluto. Vienna ha infatti disconosciuto la rivendicazione del rapimento apparsa in rete e poi rilanciata con una telefonata ad al-Jazeera, diffidando dell'autenticità. Neanche i governi maghrebini si sono sbilanciati, anche se il mondo dell'informazione non è poi così libero in Algeria: tutte le notizie filtrate in questi giorni sulla rete dimostrano che esiste la volontà di far trapelare delle notizie. ''Una brigata di miliziani, il 22 febbraio, si è infiltrata in Tunisia e ha rapito due turisti austriaci''. La telefonata forniva il numero dei passaporti e chiudeva garantendo che i due uomini godono di ottima salute. Basta. Neanche una foto, un video, una registrazione audio. In palese contraddizione con le 'strategie comunicative' di al-Qaeda e dei suoi affiliati. Manca poi un elemento fondamentale: la richiesta del riscatto 'politico'. Mai un'operazione del genere si è risolta senza appelli al ritiro delle truppe straniere da Afghanistan e Iraq, oppure alla liberazione della Palestina. Invece lo scarno comunicato si limita a intimare alle forze speciali algerine di non usare la forza, pena la vita di Ebner e Kloiber, e rimandano a un secondo momento la richiesta di riscatto.

Strategia di comunicazione. Modalità molto originali, alle quali fa da contraltare una certa frenesia dei militari algerini, che oggi hanno fatto sapere che unità speciali dell'esercito stanno effettuando delle perlustrazioni nella zona al confine con la Tunisia, alla ricerca dei due turisti austriaci. Sembra quasi che Algeri voglia dare pubblicità alla vicenda, tanto quanto Tunisi ( dove il regime di Ben Alì vive nell'incubo islamista) tiene un profilo basso, non ammettendo ancora che si possa parlare di rapimento. Il governo di Vienna ha deciso, per vederci più chiaro, l'invio di un’unità di crisi nella regione allo scopo di seguire da vicino la vicenda. Nella regione, da mesi, l'esercito algerino ha concentrato forze ingenti nel tentativo di eliminare le sacche della resistenza armata nel sud del paese. Il rapimento dei due austriaci, da un lato, potrebbe rappresentare un salto di qualità nella strategia dei miliziani salafiti, che potrebbe essere dovuto al tentativo, come detto, di uscire dalla morsa nella quale li ha rinchiusi l'esercito di Algeri. Allo stesso tempo, però, lascia perplessi la pubblicità che i media algerini danno alla vicenda, dando per scontata la matrice al-Qaeda. Come se, almeno negli ultimi mesi, il governo algerino sentisse il bisogno di legittimare le operazioni militari nella regione. Un fitto mistero, che tiene con il fiato sospeso le famiglie dei due austriaci.

Christian Elia

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