22/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Un libro racconta, dall'interno, l'assedio di Betlemme del 2002. Come fosse oggi
scritto per noi da
Paolo Lezziero
 
Sono ancora drammaticamente 'freschi' i morti nella scuola dei rabbini fatti esplodere pochi giorni fa dal solito kamikaze palestinese. E terribilmente recente il lutto per i centoventi morti, molte donne e bambini, perpetrato dall’avanzata dell’esercito israeliano a Gaza.

arafatArafat è morto, Sharon, il suo grande e duro nemico, è totalmente inerte e molto malato, eppure non è cambiato niente da 'allora', i giorni del 30 e 31 marzo 2002 sino al 2 e 3 aprile, quelli dell’assedio della chiesa della Natività, a Betlemme, con i palestinesi armati rifugiatisi dentro il luogo sacro per eccellenza del mondo cristiano per sfuggire all’esercito israeliano che li braccava. Dentro però c’erano anche giornalisti,il 2 e il 3 aprile, testimoni, loro malgrado, della furiosa battaglia, e uno di questi è l’autore del volume scritto su quei giorni, Salvatore Lordi. Un osservatore delle vicende medio orientali, ( ha scritto anche “ Quella striscia di Pace… in Terrasanta”, ha collaborato con Il Gazzettino di Venezia e le news di Radio Montecarlo, e con La Grande storia per Rai 3).
I precedenti. Nel gennaio del 2002 Arafat, presidente dell’autorità nazionale palestinese, esprime l’intenzione di rispettare l’invito alla solita tregua , ma Israele annuncia di avere sequestrato nel Mar rosso la nave Karine A con un carico di 50 tonnellate di armi destinate all’Anp.
.Arafat fa arrestare tre ufficiali di marina, i terroristi di Hamas rompono la pace e attaccano una postazione israeliana. Quattro sono i morti israeliani e due i palestinesi..
La violenza non si ferma più. Viene ucciso il ministro israeliano del Turismo, Rehavam Zeevi, Arafat fa arrestare il leader del Fronte Popolare, Saadat, come responsabile.

salvatore lordi, l'autore del libroDa qui cominciano massacri da parte degli estremisti: 6 morti a Madera, 35 feriti nella Città Santa.
Sharon risponde con un raid a Nablus, con 4 attivisti di Hamas uccisi. Gli israeliani dimostrano che Arafat era informato della nave piena di armi.
Tra i terroristi avviene allora un salto di qualità nella loro strategia, Per la prima volta viene coinvolta una donna, che si fa esplodere,uccidendo un anziano pensionato e ferendo 100 persone, all’incrocio con la Rehov King David.
Altri episodi caratterizzano il malcontento da entrambe le parti. 48 comandanti dell’esercito israeliano vengono rimossi perché si rifiutano di reprimere la nuova Intifada palestinese. Dal mondo arabo si assiste a un vero proprio assalto al carcere di Jenin, per liberare detenuti integralisti, e la polizia di Arafat non batte ciglio. Proseguono attentati sanguinosissimi da parte palestinese in luoghi frequentati da giovani, pizzerie, bar, luoghi di ritrovo. Israele scatena una rappresaglia nei Territori con attacchi aerei, navali e di terra con 18 vittime palestinesi. L’attacco prosegue, i carri armati arrivano fino a Ramallah nel bunker di Arafat, che viene isolato,.
E qui siamo nel cuore del volume, le cui sequenze riescono a trasmettere l’angoscia e le paure di quei giorni, di chi stava dentro, e del mondo esterno, religioso e politico.

sharonViolenza senza fine. Il 30 marzo del 2002 Sharon, che attribuisce tutte le colpe delle iniziative ad Arafat, comincia l’operazione “ Muraglia di difesa”, costretto anche dalla più grossa strage compiuta il 27 marzo a Nethanya: in un albergo muoiono 29 persone che festeggiavano la Pasqua, uccise dal solito kamikaze che si fa esplodere. La risposta israeliana sono le trenta ore di assedio alla Chiesa della Natività, dove si erano rifugiati combattenti nemici. A Roma la comunità israelitica, una delle più aperte al dialogo, scende in piazza e contesta sotto la sede di Rifondazione comunista e l’ambasciata di Israele emette un comunicato durissimo. Da un’altra parte della città sfilano le forze della sinistra contrarie all’occupazione e all’assedio. Il Ministero italiano chiede che vengano rilasciati i propri concittadini prigionieri nel Tempio. Sei giornalisti tra i quali Mauro Maurizi e Toni Capuozzo, scappati dentro per evitare le sparatorie, ricevuti con gentilezza dai frati del convento francescano e da padre Ibrahim, che offre loro cibo e assistenza. Ma l’avventura non durerà poche ore. In tutta Betlemme mancherà l’elettricità. Il mondo condanna Israele, che al culmine dell’assedio fa anche tagliare l’acqua che arriva al convento. I giornalisti vengono liberati solo il 3 aprile. Di notte il cellulare di Marc Innaro riceve “ una telefonata strana” E’ il contatto con il colonnello Yaron del Ministero della Difesa di Tel Aviv. Fuori si sentono rumori di ferraglia, di cingolati. Bush finalmente ha preso posizione…” per una soluzione politica della crisi mediorientale”.
I sei giornalisti vengono liberati il 3 aprile con le auto del Consolato italiano seguendo un percorso tortuoso dovuto alle strade scassate dagli scontri armati, con i blindati israeliani a garantire la loro sicurezza. Il libro finisce con le testimonianze in diretta di Padre Jacques Amaties, Toni Capuozzo, Padre Ibrahim, Luciano Gulli, Marc Innaro, Mauri Maurizi, Fernando Pellegrini,Madre Teresa. Belle le foto di Nili Bassan , un free lance di importanti agenzie fotografiche.
Categoria: Guerra
Luogo: Israele - Palestina