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La Storia alla sbarra. "Questo processo riguarda
l'eliminazione forzata dei serbi della regione croata della Krajina e
la distruzione della loro comunità nell'agosto del 1995",
ha detto il procuratore del Tpi Alan Tieger, in apertura della
seduta. Ma è molto di più. Alla sbarra, infatti, per
molti serbi ci va anche la storia. Anzi la Storia, con la maiuscola,
nel senso di una lettura dei drammatici avvenimenti che dal 1992 al
1995 hanno reso lo scioglimento dell'ex Jugoslavia un bagno di sangue
senza precedenti. E che per tanti serbi ha avuto un'unica chiave di
lettura: la criminalizzazione della Serbia in quanto tale. Processare
Gotovina, e altri ancora, compresi alcuni criminali bosniaci,
significa per molti serbi che questo Tribunale tanto contestato cerca
davvero di fare giustizia. Uno dei tanti nodi irrisolti del
dopoguerra nei Balcani è stato proprio il vittimismo
collettivo che hanno vissuto i serbi, che ha finito per ridare fiato
ai nazionalisti. Processare un personaggio come Gotovina restituisce
al diritto internazionale, reso claudicante dal fatto che gli Stati
Uniti in primis non riconoscono una giurisdizione sui crimini di cui
dovrebbe occuparsi il Tribunale Penale Internazionale, una
credibilità messa a dura prova da Abu Ghraib e Guantanamo,
almeno agli occhi dei serbi.
Ma chi è Ante Gotovina?
Con una semplificazione si potrebbe rispondere che il generale
croato, 52enne, è l'uomo che ha guidato un'offensiva militare
che ha obbligato all'esodo almeno 200 mila serbi nel corso del 1995.
L'operazione dell'esercito croato, denominata Tempesta, aveva
l'obiettivo di riconquistare la regione di Krajina, tenuta dai serbi
di Croazia. Franjo Tudjman, leader dell'indipendenza della Croazia e
primo presidente della stessa, temeva una secessione della regione
croata a maggioranza serba, o che la Krajina si tramutasse
nell'equivalente della Repubblica Srpska in Bosnia – Erzegovina,
un'entità serba autonoma. A Gotovina, una volta che i serbi
erano in rotta, il compito di 'dare una lezione' ai serbi della
Croazia, costringendoli ad abbandonare la regione.
Orribile massacro. La prima è
anche la più famosa: durò dieci giorni, durante i quali
i militari croati saccheggiarono, uccisero, fecero saltare o
incendiarono le case dei serbi, massacrando quasi tutti i civili che,
per vecchiaia, malattie o altri motivi erano rimasti nelle loro case
in Krajina. L'operazione cominciò alle 5 del mattino del 4
agosto 1995 e continuò fino alle ore 18 del 7 agosto. Un
esercito croato di 150mila uomini invase e occupò la Krajina,
ripulendolo dell'intera popolazione serba che in colonne abbandonò
campi e case. Molti restarono morti lungo la strada, mitragliati da
terra e dal cielo o vittime di sassaiole e linciaggi mentre
attraversavano i territori croati. Sul piano militare l'operazione
durò 84 ore, ma la cacciata dal territorio delle popolazioni
civili serbe continuò per circa due anni.Christian Elia
Parole chiave: christian elia, croazia, ante gotovina, tpi, l'aja, operazione tempesta, krajina