11/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



I due attentati attribuiti agli indipendentisti uighuri vengono smascherati come plateali falsi dai difensori dei diritti umani


scritto per noi
da gianluca Ursini 
 
Risale solo a ieri la notizia che il Comitato olimpico cinese aveva denunciato due supposti attentati contro i prossimi Giochi Olimpici; tutti e due attribuiti dal ministero degli Interni di Pechino alla minoranza perseguitata degli Uighuri, gli abitanti del Turkestan orientale o Xinjang, alla frontiera ovest del paese del Dragone. Oggi la leader in esilio della minoranza musulmana e turcofona ha denunciato dagli Usa i funzionari cinesi del ministero dell'Interno di aver architettato falsi attentati dei dissidenti uighuri, così da poterli accusare di voler aderire alla rete terroristica di Osama bin Laden e avere una giustificazione internazionale a qualsiasi azione di rappresaglia contro di loro. L'accusa arriva da Rebiya Kadir, a capo della American Uyghur association, che ha trovato riparo a Washington, dove riceve immensi finanziamenti dal governo Usa, ansioso di trovare strumenti di pressione contro Pechino)

sicurezza a Pechino in vista dei giochiTurkestan orientale Così si chiamava fino al 1949 la repubblica autonoma degli uighuri, popolazione di religione musulmana e di origini turcomanne, che aveva goduto di uno stato autonomo dal 1922 fino alla invasione cinese post-guerra mondiale. “Queste accuse sono completamente false, è un complotto messo su apposta”, ha detto la leader democratica del movimento indipendentista. “io credo che lo stesso governo cinese stia pensando ad un grande attentato, falso, che in seguito giustificherebbe agli occhi dell'Onu una repressione senza precedenti contro la nostra comunità”. Gli uighuri, dopo l'occupazione cinese, sono diventati solo 8 dei 20 milioni di abitanti dello XinJiang, dove Pechino da 40 anni pompa immigrati di etnia Han, quella dominante tra i cinesi, per poter scalzare le tradizioni turcomanne e musulmane dalla propria frontiera Ovest; nella regione tra l'altro più ricca del Paese di risorse naturali. Un terzo del gas e quasi la metà del petrolio cinese vengono annualmente estratti nel Turkestan orientale.

un logo ufficiale della manifestazione olimpicaQuali bombe Kadir si è rifugiata negli stati Uniti nel 1999, dopo essere stata arrestata per “alto tradimento” da funzionari di Pechino; aveva avvicinato una delegazione diplomatica statunitense per rivelare alcuni particolare sulla condizione degli uighuri in Cina. Secondo Wang Lequan, a capo del partito comunista nello XinJang, gli agenti avrebbero sventato un dirottamento aereo sul volo Urumqi (capoluogo regionale) – Pechino di venerdì scorso, mentre in gennaio la polizia avrebbe sgominato una organizzazione terroristica, sempre ad Urumqi, che stava preparando attentati a Pechino per le Olimpiadi. In quell'occasione sarebbero morti due indipendentisti e altri 15 sarebbero stati arrestati. Non sono mai stati mostrati in pubblico. “I cinesi ci accusano, ma non si è mai visto uno straccio di prova”, grida Kadir. Le autorità cinesi hanno atribuito i complotti a un fantomatico “Movimento Islamico del Turkestan orientale”, i cui membri avrebbero già combattuto al fianco di Al Qaida in Afghanistan e Pakistan, dove avrebbero ricevuto il loro addestramento. Intanto Pechino ha ottenuto che le Nazioni Unite e gli stessi Usa inserissero questo gruppo terroristico fantasma nella lista dei gruppi più pericolosi del pianeta.
 
comitato olimpico a PechinoSenza arrestati “Se i cinesi muovono delle generiche accuse di terrorismo, senza mostrare colpevoli arrestati, nè far seguire agli arresti altre manovre restrittive mirate a colpire altri membri della stessa organizzazione terroristica, è dif, semplicemente”, ha dichiarato la sezione di Hong Kong della ong 'Amnesty International', una autorità mondiale sul rispetto dei diritti umani. “Se sostengono di aver arrestato dei terroristi, ma non ce li mostrano, è il segno che non esiste nessun gruppo criminale”, insiste la signora che prende le difese della causa indipendentista uigura. Pechino sarà al centro dell'attenzione mondiale il prossimo agosto per igiochi olimpici. Un evento che rischia di attirare molti giornalisti attenti agli standard cinesi in materia di diritti umani. Ma ultimamente sembra che il partito comunista abbia imparato come sfruttare in positivo la ribalta mondiale che un evento del genere può garantire. Per esempio appellandosi alla sicurezza e alla minaccia terroristica, due parole d'ordine di tutti gli esecutivi politici mondiali dell'ultimo decennio. Ma queste minacce andrebbero provate, in qualche modo.
Parole chiave: XinJang, uighuri, Urumqi, Giochi, Pechino, Ursini
Categoria: Politica, Sport
Luogo: Cina
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