Un'attivista saudita pubblica su YouTube il video di lei mentre guida, sfidando le autorità di Riyadh
Non possono guidare perché così hanno deciso le autorità religiose del Paese.
Ma grazie a Internet, ormai la lotta delle donne saudite per maggiori diritti
può diffondersi nel mondo con un solo clic. Ed è quello che ha fatto Wajiha Huwaidar,
una delle attiviste femministe più intraprendenti del regno di Riyadh, mettendo
su YouTube il filmato di lei al volante nel deserto saudita. Un gesto proibito,
che le sarebbe costato il carcere. E che invece, finito in rete proprio nel giorno
della Festa della donna, dà risonanza mondiale a una battaglia di civiltà che
dura da anni.

Nel video, registrato in una strada deserta dell'Arabia Saudita orientale, la
Huwaidar spiega che “le donne possono guidare in campagna, non c'è problema. Alcune
portano anche i bambini a scuola senza essere importunate. Ma è importante permettere
alle donne di guidare nelle aree urbane”. Lei ci ha già provato lo scorso settembre,
con una petizione di 1.100 firme – maschili e femminili – sottoposta al re Abdullah,
affinché abolisca il divieto di mettersi al volante per le donne saudite. Nel
1990, 47 di loro che avevano guidato per le strade della capitale furono arrestate
e punite, mentre i loro “custodi” maschi se la cavarono con un rimprovero.
Il divieto di guidare è stato sancito poi nel 1991 con una fatwa dell'allora
muftì saudita, Abdul Aziz bin Baz. E' solo l'ultima di una serie di restrizioni
con cui le donne devono fare i conti in Arabia Saudita. Non possono votare, né
incontrarsi in pubblico con altri uomini che non siano il marito, il fratello
o il figlio, e davanti a un giudice la testimonianza di una donna vale la metà.
Se devono spostarsi con l'automobile, in mancanza del loro uomo, le donne sono
costrette ad affidarsi a un autista privato. E per vestirsi, devono coprirsi dalla
testa ai piedi con l'abaya, il tipico abito nero.
La situazione sembra però essere in evoluzione. Dopo la presentazione della petizione
al re, lo scorso mese uno dei più importanti esperti religiosi sauditi ha ammesso
che non c'è una motivazione religiosa dietro al divieto di guidare. E anche riguardo
le altre restrizioni, qualcosa si muove. Recentemente il governo ha reso meno
severo il divieto alle donne di registrarsi in un hotel da sole: ora possono farlo,
anche se gli albergatori sono tenuti a informare la polizia.