10/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Il numero di marzo
La copertina di marzoRussia, I pupilli dello zar
di Luca Galassi
 Reportage tra i Nashi, la gioventù putiniana. Disciplina, patriottismo, esaltazione della famiglia e della procreazione sono i pilastri della fede dei ragazzi che hanno contribuito alla vittoria di Medvedev

Italia, Il distretto dei compari
di Fabio Abati e Igor Greganti 
Viaggio nel nord gestito dal Sud. Da Varese, a Bergamo e Brescia e più giù fino a Mantova e Verona, uno spaccato dell'alleanza d'affari che unisce mafia, 'ndrangheta e camorra.

Birmania, Legno di regime
di Gianluca Ursini
Gli importatori del tek birmano che finanzia il sanguinario
regime dei generali.
 
Kosovo, Sotto gli occhi dei caschi blu
di Christian Elia 
La storia di Halit Baranim, che da diciotto anni dirige il Centro per i diritti umani di Mitrovica, dove albanesi, serbi e rom costruiscono una nuova cultura comune.
 
Equador, La vittoria del piccolo popolo
di Stella Spinelli 
I sarayacu, indigeni dell'Amazzonia, hanno vinto la loro battaglia contro le multinazionali del petrolio che per anni hanno saccheggiato il loro territorio, tra le quali l'Agip, che sarà chiamata in un'aula di tribunale.
 
Notizie dal mondo 
Cuba, Iran, Zimbabbwe, Libano, Kosovo. Il punto sulle cluster bomb
 
L'atlante di PeaceReporter
Colombia. Cinquant'anni di guerra dimenticata che possono mettere in crisi il continente latinoamericano
 
Michela Murgia, autrice di Il mondo deve sapere, il libro da cui Paolo Virzì ha tratto il film Tutta la vita davanti, in uscita il prossimo 28 Marzo, torna ad occuparsi del mondo del lavoro precario dei giovani: “C'è un'intera generazione – scrive Michela Murgia, che non fa più figli, che non può permettersi un affitto e che spera a ogni fine mese che non gli vengano meno i genitori”.

Gino Strada, l'aborto e la “campagna per la vita” nella sua rubrica lettera ad un chirurgo confuso. “Com'è possibile – si chiede - che questi difensori della vita ad ogni costo siano pronti a levare gli scudi per i diritti degli embrioni e si trovino entusiasticamente a difendere le guerre? Si discute se otto cellule siano già una vita oppure no. Io non ho risposta, So di per certo che ogni giorno ci troviamo di fronte a pazienti che per colpa della guerra hanno perso miliardi di cellule certamente vive”.
Parole chiave: PeaceReporter
Categoria: Media
Luogo: Italia