Russia, I pupilli dello zar
di Luca Galassi
Reportage tra i Nashi, la gioventù putiniana. Disciplina, patriottismo, esaltazione
della famiglia e della procreazione sono i pilastri della fede dei ragazzi che
hanno contribuito alla vittoria di Medvedev
Italia, Il distretto dei compari
di Fabio Abati e Igor Greganti
Viaggio nel nord gestito dal Sud. Da Varese, a Bergamo e Brescia e più giù fino
a Mantova e Verona, uno spaccato dell'alleanza d'affari che unisce mafia, 'ndrangheta
e camorra.
Birmania, Legno di regime
di Gianluca Ursini
Gli importatori del tek birmano che finanzia il sanguinario
regime dei generali.
Kosovo, Sotto gli occhi dei caschi blu
di Christian Elia
La storia di Halit Baranim, che da diciotto anni dirige il Centro per i diritti
umani di Mitrovica, dove albanesi, serbi e rom costruiscono una nuova cultura
comune.
Equador, La vittoria del piccolo popolo
di Stella Spinelli
I sarayacu, indigeni dell'Amazzonia, hanno vinto la loro battaglia contro le
multinazionali del petrolio che per anni hanno saccheggiato il loro territorio,
tra le quali l'Agip, che sarà chiamata in un'aula di tribunale.
Notizie dal mondo
Cuba, Iran, Zimbabbwe, Libano, Kosovo. Il punto sulle cluster bomb
L'atlante di PeaceReporter
Colombia. Cinquant'anni di guerra dimenticata che possono mettere in crisi il
continente latinoamericano
Michela Murgia, autrice di Il mondo deve sapere, il libro da cui Paolo Virzì ha tratto il film Tutta la vita davanti, in uscita il prossimo 28 Marzo, torna ad occuparsi del mondo del lavoro precario
dei giovani: “C'è un'intera generazione – scrive Michela Murgia, che non fa più
figli, che non può permettersi un affitto e che spera a ogni fine mese che non
gli vengano meno i genitori”.
Gino Strada, l'aborto e la “campagna per la vita” nella sua rubrica lettera ad un chirurgo
confuso. “Com'è possibile – si chiede - che questi difensori della vita ad ogni
costo siano pronti a levare gli scudi per i diritti degli embrioni e si trovino
entusiasticamente a difendere le guerre? Si discute se otto cellule siano già
una vita oppure no. Io non ho risposta, So di per certo che ogni giorno ci troviamo
di fronte a pazienti che per colpa della guerra hanno perso miliardi di cellule
certamente vive”.