
Un centinaio di attivisti tibetani in esilio hanno cominciato a marciare dall'India
fino al Tibet in segno di protesta contro il dominio cinese nella regione. I dissidenti
hanno lasciato Dharamsala, nel nord dell'India, nel quarantanovesimo anniversario
della fuga del Dalai Lama. Prima dell'inizio della marcia, lo stesso Dalai Lama
aveva dato la sua benedizione all'iniziativa, denunciando 'le inimmaginabili violazioni
dei diritti umani commessi dalla Cina in Tibet. "La repressione aumenta fino a
raggiungere inimmaginabili violazioni dei diritti umani, fino alla negazione della
libertà religiosa e fino alla politicizzazione delle questioni religiose", ha
dichiarato il Dalai Lama dal suo esilio di Dharamsala. Gli attivisti tibetani
intendono sfruttare l'occasione delle Olimpiadi, che si tengono in Cina quest'estate,
per fare pubblicità alla loro causa. Da qui ad agosto, secondo quanto hanno dichiarato,
le marce si intensificheranno, fino a diventare "la più grande forma di protesta
dal 1959, anno dell'esilio".