10/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Senza maggioranza assoluta. Nel Paese basco successo dell'astensionismo indipendentista
 Dal nostro inviato
Angelo Miotto
 
 
Governerò. Per aiutare i più deboli, per realizzare le aspirazione delle donne, per il futuro dei giovani, per assicurare dignità alla vita di chi ha lavorato per tanti anni. Le prime parole di José Luis Rodriguez Zapatero dal podio di Calle Ferraz di Madrid sono un programma di governo. Il leader socialista fatica a parlare, la folla di militanti davanti alla sede del Psoe canta slogan, euforica, per la vittoria sui popolari. E alla vittoria che apre la porta della continuità socialista, bisogna aggiungere la maggiornaza assoluta in Andalusia e un buon risultato nel Paese basco, ai danni dei democristiani del Partido nacionalista vasco (Pnv).
Zapatero è raggiante, fra i fischi della platea annuncia che Mariano Rajoy, il leader della destra, lo ha già chiamato per congratularsi. Poi gioca con i suoi militanti, sorride. Un solo passo non viene applaudito con forza, quando il premier dice: “Governarè con mano firme y con mano tendida..”. Un messaggio sibillino, che viene sommerso in pochi minuti da altre parole e altri festeggiamenti.
Zapatero aveva aperto il suo discorso con il ricordo delle vittime del terrorismo, prima fra tutte la più recente Isaias Carrasco, ucciso venerdì a pistolettate a Mondragon.

Senza scontri frontali. Zapatero ha avuto una speciale attenzione nello scegliere i primi argomenti nel discorso da vincitore. Dati alla mano, le elezioni spagnole dicono che socialisti e popolari sono cresciuti di numero di votanti, che i socialisti hanno poco più di un milione di voti in più e 15 seggi di vantaggio. Ma non hanno raggiunto la maggioranza assoluta, fatto che li obbligherà a cercare appoggi per alcuni temi di governo. Il premier socialista ha sottolineato che si apre una nuova tappa, una nuova era, senza scontri frontali, riferendosi a quattro anni di governo in cui i toni e le relazioni con il Partido popular sono stati pessimi e dove la politica sul terrorismo è diventata un terreno di campagna elettorale e di divisione istituzionale.

fonte, el paisIl bipolarismo. I socialisti, con il 43,7 percento e il Partido popular con il 40,13 si sono 'mangiati' il grosso del voto. Izquierda Unida perde e male: da 5 a 2 seggi e il suo leader, Gaspar Llamazares, ha già annunciato che non sarà lui a guidare la federazione fuori dalla crisi. Erc, Esquerra republicana de Catalunya perde cinque seggi di colpo, da 8 a 3. un disastro legato al momento particolare del successo di quattro anni fa che aveva gonfiato i consensi a favore di Josep Carod Rovira, che aveva patteggiato una tregua territoriale con Eta. Il Pnv, partito nazionalista basco, perde un seggio a favore dei socialisti e però potrà costituire gruppo parlamentare.

La partecipazione. È stata inferiore a quella del 2004, ma solo dello 0,3 percento. Il dato è stato sottolineato da Zapatero, che ha così scacciato un incubo, quello dell'astensionismo. L'appello al voto era stato rinnovato con forza dopo l'omicidio dell'ex consigliere comunale di Momndragon, nelle fila socialiste, per mano di Eta







Angelo Miotto

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