10/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Mentre cadono le accuse contro il vedovo Bhutto, da Washington pressioni in aumento per azioni anti talebani
scritto per noi da
Gianluca Ursini 
 
Cadute le accuse contro gli avversari politici di Musharraf, in Pakistan è accordo fatto tra Asif Alì Zardari, vedovo di Benzir Bhutto e l'ex Premier Nawaz Sharif. I due hanno firmato ieri a Islamabad un'intesa per un governo di coalizione e chiesto al presidente Musharraf, il cui partito politico è crollato nelle elezioni del 18 febbraio, di riunire immediatamente il Parlamento. Tuttavia, gran parte del Paese vede di mal grado i legami sempre più stretti tra la classe politica che sta per governarli e il governo in carica a Washington.

xzardari in parlamento di fronte SharifIl vedovo Bhutto Diversi tribunali hanno rimosso le accuse a carica di Asif Zardari, che aveva pendenti cinque procedimenti per diverse accuse di corruzione e concussione. E' stata questa svolta giudiziaria a calmare le acque tra il partito di Zardari, che ha vinto le elezioni, e i rappresentanti dei militari al governo. L'ex marito della allora premier Benazir Bhutto era stato relegato in cella quasi per un decennio in attesa di giudizio per le accuse di aver chiesto tangenti su alcuni affari. Zardari era poi scappato in esilio nel Golfo Persico per sfuggire a quelli che il suo avvocato ha definito 'processi politici'. I pm del tribunale anti-corruzione della capitale hanno stabilito che Zardari non ha nessuna colpa, nel processo che lo vedeva accusato di aver trattenuto una grossa provvigione per l'acquisto di migliaia di trattori polacchi (da cui il soprannome 'Asif 10 percento'). Inoltre, è stato anche assolto dall'accusa di aver pianificato un campo pubblico di polo dentro la tenuta privata della famiglia Bhutto, per ottenre un alto indennizzo pubblico. "Non crediamo alla politica delle vendette, ma alla coesistenza delle forze democratiche" , ha detto Faruq Naek, per anni avvocato di Zardari, ora ricompensato con il posto numero tre in cima alla gerarchia del Ppp (Pakistan Power to the People, Partito del potere al popolo pachistano). Per le ultime due accuse, sicuramenteda archiviare, si attende il prossimo 12 marzo presso lo stesso tribunale. Un tribunale svizzero sta invece provando inutilmente ad accusare Zardari per 55 milioni di euro che avrebbe depositati presso un contro elvetico e che sarebbero frutto di tangenti da ripulire, come abitudine dei clienti di alcuni istituti di credito svizzeri.

l'opposizione è unita contro musharrafProblemi per Musharraf. Se Zardari e il suo prossimo alleato, l'ex primo ministro Nawaz Sharif, hanno ricevuto abbondanti rimbrotti dai loro alleati  sauditi su come comportarsi nei confronti del fondamentalismo di marca wahabita (oltranzisti cresciuti in Arabia Saudita), Musharraf si trova stretto tra due fuochi: una pubblica opinione ormai avversa agli Usa, e gli stessi Stati Uniti come maggiore alleato. Zardari è stato convocato in questi giorni dall'ambasciatore saudita ad Islamabad Ali Said Awad Aseri; secondo i media pachistani per impegnarsi a non combattere troppo le guerriglie ultra islamiche al confine afgano. Ma nel Paese cresce il risentimento anti americano, soprattutto dopo i ripetuti attacchi aerei nella provincia delle aree tribali, dove con cadenza mensile cadono su obiettivi talibani missili usaf. Il 23 febbraio il quotidiano 'Dawn' ha parlato di un 'œaccordo pacifico' raggiunto tra i servizi americani e i loro omologhi pachistani, con la sottoscrizione del nuovo capo dell'esercito ed ex capo Isi Ashfaq Khiani, per nuove incursioni aeree usa in territorio pachistano, alla ricerca di talebani da sterminare.
 
comizio della Lega MusulmanaMa tutto lascia pensare che i pachistani avranno da concentrarsi più sui propri problemi interni che sul rispetto dei loro alleati. Secondo il 'Dawn', gli alleati di Washington starebbero chiedendo il permesso ad Islamabad di alcune azioni spettacolari sul territorio pachistano in vista delle elezioni presidenziali. Il governo di Bush spera ancora in una cattura di Osama Bin Laden nella provincia della Frontiera di nord ovest per rilanciare le speranze repubblicane di riconquistare la Casa bianca. Ma il 'Pakistan Observer', organo finanziato da soldi sauditi e portavoce degli interessi sunniti nel paese, è stato perentorio nella sua edizione di lunedì 3 marzo: "Gli americani lascino pure in pace i pachistani, a vedersela da soli con i militanti che si ritrovano sul loro lato della frontiera, evitando di creare altri problemi a popolazioni che hanno già  sofferto tanto..". Più chiaro di così. Non saranno mesi facili per il dittatore-presidente Musharraf quelli a venire fino alla elezione del nuovo inquilino della Casa Bianca.