stampa
invia
Numeri
sparsi nei titoli dei giornali locali. Vittime di una guerra
dimenticata. In Nepal, dal 1996 a oggi, sono state uccise più di 8mila
persone. Altre centinaia sono scomparse in seguito a retate e arresti
sommari dell’esercito governativo: studenti, avvocati, giornalisti,
contadini, insegnanti. Altre ancora sono state deportate dalla
guerriglia in campi di lavoro e di rieducazione : bambini,
giovani, tantissime donne.
Lo scontro è tra le forze militari del re Gyanendra e i
guerriglieri del Partito Comunista nepalese di orientamento maoista
(Ncp).
Dalla fine del cessate il fuoco lo scorso agosto, i titoli
dei giornali locali annunciano quotidianamente decine di morti.
Follia e crudeltà caratterizzano le azioni di entrambe le parti in
lotta. La monarchia assoluta di Gyanendra ha stremato il Paese,
uno dei più poveri al mondo, e alimentato le rivolte della guerriglia.
D'altra parte i maoisti, guidati dal "compagno Prachanda" detto
anche "il Terribile", usano le ragioni della
violenza contro le forze di regime e la
popolazione (lotta armata, saccheggi,
ricatti, rapimenti) per rovesciare il re e
ottenere terre da coltivare e infrastrutture. Le trattative tra
ribelli e governo, iniziate nel 2002, sono fallite quest'anno: l'Ncp
pretendeva la riforma della Costituzione, ovvero la fine della
monarchia.
Nel
Paese si muore di fame e di sete. Nelle zone rurali non c’è acqua
potabile, mentre istruzione e cure mediche sono a pagamento e quindi
inaccessibili. Inevitabilmente molti contadini (l’agricoltura è l’unica
fonte di sostentamento per i nepalesi), tutti poveri e analfabeti, si
ritrovano ad appoggiare la “guerra del popolo” dei maoisti e finiscono
detenuti nei luoghi di addestramento per futuri guerriglieri.
Chi sta con i maoisti, secondo il giudizio spesso arbitrario del
governo, rischia la prigione e le torture dell’esercito, della polizia
e dei gruppi paramilitari. Chi non cede ai ricatti e alle “ragioni
armate” dell’Ncp, può cadere nella spirale di vendetta e punizione dei
combattenti ribelli.
Dal 2001 le forze di sicurezza governative hanno fatto sparire 65
persone e ne hanno uccise molte altre, tra lavoratori e studenti,
nelle campagne di repressione contro la guerriglia. Gli attacchi
maoisti contro i civili colpiscono soprattutto gli esponenti politici,
ma non risparmiano i nepalesi che non possono aiutarli nei rifornimenti
o non vogliono combattere. Anche l’ascesa al potere di Gyanendra è
stata segnata da un ennesimo massacro. Il re è succeduto nel
giugno 2001 al fratello Birendra, misteriosamente ucciso insieme a nove
famigliari. Tra le vittime, c'era anche il principe ereditario,
accusato post- mortem di essere l'esecutore della strage.