07/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Nuovo sangue sulle elezioni spagnole, a due giorni dalle consultazioni
Domenica la Spagna si reca alle urne. Quando 35 milioni di elettori cominceranno a votare, saranno passati quattro anni dal sanguinoso attentato in cui morirono 192 persone e appena due giorni dall'attentato odierno nel Paese Basco, dove un ex consigliere comunale del Psoe è stato assassinato mentre usciva di casa. Quattro anni fa il partito socialista di Josè Luis Rodriguez Zapatero vinse in modo del tutto inaspettato, battendo i Popolari (Pp) di Aznar che avevano incolpato l'Eta dell'attentato. La rabbia degli spagnoli per le menzogne raccontate dal loro Primo ministro permise al giovane leader di ribaltare i sondaggi che vedevano il Pp confermato saldamente al potere. Che succederà ora che nuovo sangue è stato versato sulle elezioni? 
 
Gli attentati dell'11 marzo scorsoEvitare una bassa affluenza. La sfida di Zapatero, che negli ultimi sondaggi, lunedì scorso, è risultato avanti quattro punti rispetto allo sfidante Mariano Rajoy, consiste nell'ottenere una chiara conferma al suo mandato. L'attuale Primo ministro ha bisogno di una partecipazione massiccia al voto: "Vi chiedo di andare a votare in massa per la Spagna e il progresso. Non è abbastanza voler vincere, bisogna andare a votare", ha detto Zapatero a Cordova, roccaforte del Psoe. Il suo partito teme che l'eccesso di fiducia nella vittoria possa impigrire gli elettori socialisti, indebolendo la mobilitazione elettorale. Per questo, Zapatero ha detto oggi, durante un'intervista rilasciata al Pais, che utilizzerà anche l'ultimo minuto della campagna elettorale che si chiuderà stasera a mezzanotte. La speranza del leader socialista è che la sua rielezione in circostanze normali, rispetto a quelle di quattro anni fa, potrà definitivamente sgombrare il campo da ogni questione di legittimità. Dal canto suo, Rajoy ha definito l'avversario "un po' nervoso, poichè pensava che le elezioni sarebbero stata una passeggiata nel parco". Stasera a Madrid  avrebbero dovuto tenersi i grandi comizi finali della campagna, ma in segno di lutto sono stati annullati. I sondaggi pubblicati lunedì dalla stampa spagnola davano un vantaggio di circa 4 punti al Psoe di Zapatero (circa il 42-43 contro il 38-39 al Pp).

Josè Luis Rodriguez ZapateroRiforme e nazionalismi. Durante il suo mandato, Zapatero ha introdotto riforme particolarmente sgradite ai conservatori, come le legislazioni che hanno snellito le pratiche per ottenere il divorzio, legalizzato i matrimoni omosessuali, consentito ai transessuali di cambiare sesso con l'aiuto di fondi statali, cancellato le proposte di legge per l'introduzione nelle scuole pubbliche dell'insegnamento obbligatorio di religione. Ugualmente problematico, per i Popolari, è stato il sostegno all'allargamento dell'autonomia catalana, o maggiori strumenti di autogoverno concessi ai Paesi Baschi nonostante la rottura delle trattative e la bocciatura del 'Piano Ibarretxe', che chiedeva competenza esclusiva su fisco, trasporti, infrastrutture, scuola e sanità. In merito alla questione basca, Zapatero ha risposto oggi a chi gli chiedeva se la sfida dei 'nazionalismi periferici' costituiva motivo di preoccupazione per il suo governo. "Sono nazionalismi per definizione - ha risposto il Primo ministro -, perciò hanno un progetto che vuole andare oltre l'autogoverno. Fa parte della loro strategia. Nei prossimi anni non ci sarà mai un momento in cui non cercheremo di armonizzare ed equilibrare la coesione".

Nonostante i sondaggi diano Zapatero vincente, difficilmente potrà ottenere la maggioranza assoluta in un Parlamento di 350 seggi, e sarà obbligato all'alleanza con i partiti minori. Proprio in riferimento alla coalizione che si formerà dopo il voto, il partito di Izquierda Unida ha lanciato un chiaro avvertimento al Psoe: nessun patto trasversale, nessuna gioco a banda larga - ha detto il suo segretario Gaspar Llamazares -: i socialisti devono allearsi solo con noi". Uomo avvisato...

Luca Galassi

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