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Evitare una bassa affluenza. La sfida di Zapatero, che negli ultimi sondaggi, lunedì scorso, è risultato
avanti quattro punti rispetto allo sfidante Mariano Rajoy, consiste nell'ottenere
una chiara conferma al suo mandato. L'attuale Primo ministro ha bisogno di una
partecipazione massiccia al voto: "Vi chiedo di andare a votare in massa per la
Spagna e il progresso. Non è abbastanza voler vincere, bisogna andare a votare",
ha detto Zapatero a Cordova, roccaforte del Psoe. Il suo partito teme che l'eccesso
di fiducia nella vittoria possa impigrire gli elettori socialisti, indebolendo
la mobilitazione elettorale. Per questo, Zapatero ha detto oggi, durante un'intervista
rilasciata al Pais, che utilizzerà anche l'ultimo minuto della campagna elettorale
che si chiuderà stasera a mezzanotte. La speranza del leader socialista è che
la sua rielezione in circostanze normali, rispetto a quelle di quattro anni fa,
potrà definitivamente sgombrare il campo da ogni questione di legittimità. Dal
canto suo, Rajoy ha definito l'avversario "un po' nervoso, poichè pensava che
le elezioni sarebbero stata una passeggiata nel parco". Stasera a Madrid avrebbero
dovuto tenersi i grandi comizi finali della campagna, ma in segno di lutto sono
stati annullati. I sondaggi pubblicati lunedì dalla stampa spagnola davano un
vantaggio di circa 4 punti al Psoe di Zapatero (circa il 42-43 contro il 38-39
al Pp).
Riforme e nazionalismi. Durante il suo mandato, Zapatero ha introdotto riforme particolarmente sgradite
ai conservatori, come le legislazioni che hanno snellito le pratiche per ottenere
il divorzio, legalizzato i matrimoni omosessuali, consentito ai transessuali di
cambiare sesso con l'aiuto di fondi statali, cancellato le proposte di legge per
l'introduzione nelle scuole pubbliche dell'insegnamento obbligatorio di religione.
Ugualmente problematico, per i Popolari, è stato il sostegno all'allargamento
dell'autonomia catalana, o maggiori strumenti di autogoverno concessi ai Paesi
Baschi nonostante la rottura delle trattative e la bocciatura del 'Piano Ibarretxe',
che chiedeva competenza esclusiva su fisco, trasporti, infrastrutture, scuola
e sanità. In merito alla questione basca, Zapatero ha risposto oggi a chi gli
chiedeva se la sfida dei 'nazionalismi periferici' costituiva motivo di preoccupazione
per il suo governo. "Sono nazionalismi per definizione - ha risposto il Primo
ministro -, perciò hanno un progetto che vuole andare oltre l'autogoverno. Fa
parte della loro strategia. Nei prossimi anni non ci sarà mai un momento in cui
non cercheremo di armonizzare ed equilibrare la coesione".
Nonostante i sondaggi diano Zapatero vincente, difficilmente potrà ottenere la maggioranza assoluta in un Parlamento di 350 seggi, e sarà obbligato all'alleanza con i partiti minori. Proprio in riferimento alla coalizione che si formerà dopo il voto, il partito di Izquierda Unida ha lanciato un chiaro avvertimento al Psoe: nessun patto trasversale, nessuna gioco a banda larga - ha detto il suo segretario Gaspar Llamazares -: i socialisti devono allearsi solo con noi". Uomo avvisato...
Luca Galassi