E la civiltà sta nel renderla meno letale. Un commento di Sylvie Coyaud
Secondo alcuni siti indipendenti, noi ricchi, inostri consumi di materie prime e bombe atomiche e gas da effetto serra abbiamo causato lo tsunami. E’ vero, siamo la
specie predatrice che non ha predatori e, miope, ne approfitta - noi quipiù di altri, troppo poveri per far altrettanto - per divorare combustibili,
altre specie animali e vegetali in meno tempo di quanto serve loro per ricrescere. Eccetera. Ma le esplosioni atomiche non hanno spostato
di un centimetro l’asse di rotazione della Terra, né le sonde acustiche usate
in mare per la ricerca del petrolio affrettano lo spostamento delle placche tettoniche.
Danneggiano gli animali e causano micro-sismi ma questi, per alcuni geofisici,
potrebbero evitare rotture giganti. Non ne sono affatto certi e per ora proseguono
con le simulazioni al computer.
La Terra sussulta da quando è nata, circa 4,6 miliardi di anni fa, ogni tanto
sotto l’impatto di meteoriti e decine di volte al secolo per la violenza intrinseca
dei moti che la plasmano, gli stessi che hanno fatto emergere le terre che abitiamo.
Da quando abbiamo inventato la scrittura, sappiamo del Diluvio biblico o di Santorini
mezza sprofondata nell’Egeo. Vulcani, terremoti, maremoti ridisegnano i continenti
qui come in India nel 1833 o tra Giava e Sumatra nel 1883. Da prima che esplodesse
una bomba atomica o si cercasse petrolio in mare.
La natura è violenta e la civiltà sta nel renderla meno letale. Almeno credo.
Sbaglio, visto che la nostra fa il contrario. Con i soldi che pagavano da 20 a
50 reti di allarme, l’India si è dotata di bombe atomiche; nel 1992, durante la
solita terribile carestia del Ruanda, il presidente Habyarimana non importava
concimi né sementi, bensì decine di migliaia di machete. A fine ottobre Donald
Rumsfeld firmava l’ordine d’acquisto per 277 bombardieri a 250 milioni di dollari
cadauno.
Cospargiamoci pure il capo di ceneri, ma non montiamoci la testa: i disastri
fatti da noi sono superficiali, per ora.
Sylvie Coyaud