06/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Il colonnello Gheddafi annuncia una serie di riforme radicali anche in politica interna
Dopo cinque anni di aperture all'occidente, il colonnello Muammar Gheddafi, che ha guidato la Libia dalla fine della monarchia nel 1979, annuncia una serie di riforme radicali anche in politica interna.

Gheddafi“Voi dovete essere tutti ricchi!” potrebbe diventare lo slogan della nuova svolta politica di Tripoli. Con quella frase Gheddafi ha acceso speranze della gente che assisteva alle celebrazioni del 31mo anniversario della Jamahiriya, lo Stato delle Masse. “Non è accettabile che il popolo libico viva nella povertà, dal momento che il paese è ricco di petrolio” ha spiegato. Il colonnello ha annunciato che a partire dal 2009, nel 40mo anniversario della rivoluzione, “il popolo libico amministrerà direttamente le entrate del petrolio”. Saranno divise equamente , famiglia per famiglia, e impiegate da ciascuna secondo i suoi desideri. “Siete liberi di fare di quei soldi quello che volete, anche portarli all'estero” ha precisato. “Volete che i vostri figli studino all'estero? Potete deciderlo”. “Volete comprare una vettura che vi piace? Fatelo”. Ma poi continua dicendo: “Vi lamentate che non c'è abbastanza credito per finanziare le attività agricole? Bene, questa non sarà più una competenza dello stato”.

Raffineria vicino a TripoliLa popolazione della Libia è di circa sei milioni di persone, 500mila delle quali vivono in gravi condizioni di povertà, nonostante i proventi del petrolio, che costituiscono circa il 95 percento dell'export nazionale e collocano il paese al secondo posto tra i produttori africani dopo la Nigeria. I ricavi petroliferi che verranno distribuiti si aggirano intorno ai 40miliardi di dollari. La decisione rientra nel quadro di riforme iniziate nel 2003 con la rinuncia di Tripoli alle armi di distruzione di massa, seguita dalla rimozione delle sanzioni internazionali e dalla liberazione delle infermiere bulgare e del medico palestinese. Innovazioni che hanno fatto risalire la considerazione internazionale nei confronti del paese, sia dal punto di vista degli investitori che da quello delle alleanze politiche. Tripoli a gennaio ha ricoperto la presidenza di turno del Consiglio di Sicurezza dell'Onu e, a febbraio, ha sottoscritto una serie di accordi con l'Unione Europea in materia di immigrazione, economia, commercio e sicurezza. Prima di allora la Libia era il solo paese del Mediterraneo con cui l'Ue non avesse sottoscritto alcun accordo. “La Libia non teme l'Europa -ha concluso rivolgendosi idealmente verso Bruxelles-. É parte del Mediterraneo e merita di partecipare allo sviluppo insieme ai paesi più avanzati”.

Saif GheddafiLe risorse del petrolio non sono le uniche che verranno redistribuite. Nel corso del suo ultimo intervento, Gheddafi ha anche annunciato un piano di radicale innovazione della politica nazionale. Al fine di eliminare gli sprechi, i furti, la burocrazia e le inefficienze, verranno eliminati molti ministeri e le strutture intermedie della pubblica amministrazione come i Comitati popolari. Negli anni, ha spiegato il colonnello “i ministeri sono diventati un esempio di burocrazia labirintica, corrotta e male amministrata”. Ad eccezione dei dicasteri essenziali, come Difesa, Interni, Esteri e Infrastrutture, tutti gli altri verranno aboliti. Anche in questo caso il popolo a suo dire ci guadagnerà: i 37 miliardi di dollari che sovvenzionavano quei ministeri “verranno distribuiti tra la gente, che potrà gestire da sé i propri affari”. Come anticipato, la riforma coinvolgerà anche i Comitati popolari, le strutture elementari della repubblica socialista libica, che verranno sostituite da nuovi comitati. A questi verrà affidata l'amministrazione di scuole, ospedali e strutture produttive. La cattiva gestione dei comitati popolari e la necessità di riformarli era stato argomento di un discorso tenuto lo scorso agosto dal figlio di Gheddafi, Saif, che aveva causato pesanti polemiche. In quell'occasione Saif disse anche che “serve un dialogo nazionale che coinvolga tutto il popolo libico, per salvaguardare la democrazia diretta inaugurata da mio padre. La Libia non diventerà di nuovo una monarchia”. Saif Gheddafi non ricopre incarichi ufficiali nel paese, ma ha fondato un movimento per promuovere le riforme nel paese ed è da molti considerato l'ispiratore della svolta di apertura in politica estera del 2003. Se la successione al padre Muhammar dovesse avvenire per via elettorale, le riforme appena annunciate darebbero una spinta decisiva proprio a lui che in qualche modo le ha sponsorizzate.
 

Naoki Tomasini

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