05/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Tank armeno con la bandiera del Nagorno-KarabakhSarebbe di almeno 15 morti (3 soldati azeri e 12 armeni) il bilancio degli scontri cominciati ieri sera nella contesa regione del Nagorno-Karabakh, incorporata nell'Azeirbagian ma di fatto controllata militarmente dall'Armenia. Sono gli scontri più gravi da quando è stato firmato un cessate il fuoco tra Baku e Erevan, dopo anni di guerra che hanno provocato decine di migliaia di morti e almeno un milione di sfollati. La tensione era già alta in Armenia, da quando, venti giorni fa, in piazza si sono riversate le opposizioni che non riconoscono la vittoria di  Serge Sarkissian alle presidenziali del 19 febbraio scorso. Nel Paese vige da allora lo stato d'emergenza. Scaramucce tra i due eserciti si sono verificate nei due distretti nord-occidentali del Karabakh, con colpi di artiglieria e bombardamenti nei villaggi delle regioni di Terter e Goranboy. I governi dei rispettivi Paesi hanno si sono incolpati a vicenda per aver inziato gli scontri. La contesa per il Nagorno-Karabakh divampò quando sia l'Armenia che l'Azerbaigian si resero indipendenti da Mosca nel 1991. Tuttavia, Mosca tese a manipolare le rivalità tra le parti, rifornendole entrambe di armi e riuscendo a tenere sotto controllo i due contendenti. La guerra terminò nel 1993, ma i cessate il fuoco siglati da allora non sono mai stati rispettati.
 

Luca Galassi

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità