15/01/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Amnesty denuncia la discriminazione delle donne in Algeria
donne d'algeri“Giuriamo!”. Come una voce sola, l’urlo liberatorio si alza nel piazzale antistante l’Accademia di polizia di Algeri. Per la prima volta nella storia dell’Algeria, il 12 gennaio scorso, hanno prestato giuramento le 149 ispettrici di polizia. Mai prima d’ora una donna aveva ricoperto questa carica nel Paese. Per l’occasione la stampa e la televisione affollavano la cerimonia dove sono intervenute personalità politiche di primo piano in Algeria.
Una conquista dell’emancipazione femminile quindi, ma Amnesty International non la pensa così.
L’organizzazione che si batte per il rispetto dei diritti umani, il 10 gennaio 2005, ha presentato un documento di 38 pagine al Comitato per l’Eliminazione della Discriminazione nei confronti delle donne delle Nazioni Unite. Il comitato si raduna ogni anno per monitorare i progressi svolti, nei paesi aderenti, rispetto alla pari dignità che le legislazioni nazionali devono riconoscere al modo femminile. L’occasione si è trasformata in un atto di accusa al governo algerino di Bouteflika.
 
ragazze algerineUn Codice sbagliato. “Il Codice di Famiglia algerino è arretrato e rispecchia una società vecchia di 20 anni”, spiega Antonio Maurano che si occupa di Algeria per Amnesty, “e il Paese ha aderito al Trattato dell’Onu per il rispetto della condizione femminile, ma con delle riserve che rinviano al rispetto della legge algerina e, in pratica, svuotano di significato quella adesione”. Il rapporto è molto duro e sottolinea, come si legge nel documento, “la passività di fronte agli stupri, alle violenze familiari, alle violenze sul lavoro e alla discriminazione economica e giuridica di cui le donne sono vittime”.
Per Amnesty il responsabile della situazione è chiaro: il Codice di Famiglia del 1984, votato dall’allora partito unico del Fronte di Liberazione Nazionale. “Le disposizioni discriminatorie contenute nel Codice”, si legge nel rapporto, “hanno contribuito in maniera determinante alla violenza sulle donne e alla violazione dei loro diritti”.
 
manifestazione per i diritti delle donne in algeriaLa battaglia per i diritti. I punti più contestati del Codice sono ancora quelli che, già l’8 marzo del 1997, portò 13 associazioni algerine ha presentare al governo una petizione che chiedeva l’abrogazione di 22 articoli del "codice della vergogna", cioè del Codice di Famiglia. Nella sostanza la legge algerina considera la donna una cittadina di serie B, sancendone l’incapacità a gestirsi. E’ quindi prevista per lei la figura di un tutore (di solito il padre o il marito) che scelgono per la donna anche lo sposo. E' poi fatto divieto alla donna di sposare una persona che non professi la fede musulmana, la donna è discriminata per il divorzio e per la tutela dei figli, ed è decisamente discriminata in termini economici, particolarmente rispetto alle eredità.
Amnesty ha raccolto i dati presentati nella sua denuncia attraverso le denunce delle donne algerine con l’aiuto di S.O.S. Femmes, un centro di ascolto femminile che ha raccolto, solo nel 2004, 942 denuncie di violenze, soprusi e discriminazioni di vario tipo. Una cifra che secondo  S.O.S. Femmes va considerata per difetto, viste le barriere culturali che deve superare una donna in Algeria per rivolgersi a loro.
 
khalida messaoudiLa Commissione di riforma. Dopo molti anni, nell’ottobre del 2004, il ministero della Giustizia algerino nomina una commissione di saggi (tra i quali Khalida Messaoudi, pasionaria dei diritti delle donne in Algeria) incaricata di riformare il testo del Codice di Famiglia.
Il governo ha ufficialmente annunciato la fine dei lavori del gruppo di studio e ha presentato al Parlamento per l’approvazione un testo rinnovato. Fino a che punto?
“Diamo il benvenuto alla riforma del testo, seppur incompleta”, dichiara Maurano, “ma la sensazione che abbiamo è di una serie di piccoli passi che possono anche denotare una volontà generale di cambiare le cose, ancora orfana però di una solida base politica alla spalle. Gli ambienti conservatori pongono mille ostacoli alla riforma. La riforma del testo, per quanto salutata con favore, da sola non risolve nulla se non è sorretta da una reale spinta politica del Paese a cambiare le cose”.
Anche il testo riformato ha suscitato molte perplessità: viene meno la tutela e al compimento della maggiore età la donna è libera di scegliere il marito, inserisce l’obbligo del mantenimento e della responsabilità maschile in caso di divorzio e pone la poligamia maschile sotto la tutela di un giudice locale che vigila sulle motivazioni dell’uomo. Ma ancora sussistono delle problematiche connaturate ai diritti sui figli e la discriminazione per la quale la donna non può sposare un non musulmano. Tanta strada ancora da fare quindi, anche per le giovani ispettrici.

Christian Elia

Articoli correlati:
11/01/2005 Donne coraggiose: La guerra di Casamance raccontata da un'attivista e dalla sua associazione
27/12/2004 Una vita per la pace: Intervista a Wangari Maathai, premio Nobel per la pace nel 2004
18/12/2004 Traffico di donne: La tratta di esseri umani in Cambogia e il giallo di ottanta prostitute rapite la scorsa settimana
13/12/2004 Madri d'Algeri: Le famiglie dei desaparecidos algerini continuano a chiedere che sia fatta giustizia
26/11/2004 Seggi velati: Arabia Saudita, aprono le liste elettorali per febbraio 2005. Possono votare i detenuti, le donne no
12/11/2004 Il potere alle donne: In Oman sono sempre di più le donne che ricoprono un ruolo importante
02/11/2004 Chi non ha peccato...: Accusa di adulterio, condanna alla lapidazione per Hajara Ibrahim e Daso Adamu
23/10/2004 Diplomazia popolare: Le madri dei soldati russi hanno chiesto ai leader ceceni di aprire un negoziato
15/10/2004 Il ministro Zahira: Parla il ministro per le donne della Autorità nazionale palestinese
17/10/2004 Vedove coraggiose: Quattro donne vedove dall'11 settembre 2001 hanno cambiato la storia
01/10/2004 Donne nel mirino: Non si ferma in Guatemala l’ondata di violenza contro le donne
23/09/2004 La mezzaluna rosa: Donne e Islam. Un rapporto intenso e conflittuale
08/09/2004 Lontano dagli occhi: Tali Fahima è stata condannata. Per una amicizia.
07/09/2004 L' altra metà della jihad: Un giornale online per donne martiri aggiunge una voce al mondo della jihad
21/07/2004 La lotta di Eren: Intervista a Eren Keskin, avvocato di Leyla Zana e molto di più
21/07/2004 Il ring delle piccole donne: Tre ragazze s'impegnano in Giordania per diventare campionesse di pugilato
12/07/2004 La rivincita delle donne: Vent’anni dopo la storica sentenza Bano, la condanna ufficiale del ‘triplo talaq’
18/06/2004 L'avvocato della libertà: Shirin Ebadi, premio Nobel per la Pace, in Italia
07/06/2004 Delitto d'onore: Le vittime del delitto d'onore in Giordania sono nove dall'inizio del 2004
25/05/2004 L'hockey torna in Algeria: Dopo la guerra civile, torna l'el-Hadouh, un gioco millenario
20/05/2004 Il voto delle donne: In Kuwait le donne ottengono il diritto di voto e resposabilità di comando
21/04/2004 Il sorriso di Leyla Zana: Confermata la condanna per la parlamentare curda in Turchia
14/04/2004 L'Algeria dopo il voto: Intervista a Khaled Fouad Allam sulle elezioni in Algeria
06/04/2004 L'Algeria dei Cabili: Intervista a Boudjema Agraw, intellettuale cabilo, sulle elezioni algerine
31/03/2004 Elezioni in Algeria: Chawki Senauci, giornalista algerino, commenta le elezioni nel suo Paese
07/03/2004 A ventisei anni dalla rivoluzione: Una donna iraniana parla del suo Paese e della rivoluzione
26/01/2004 Volevo fare la maestra: La storia di Osmana, 37 anni, nata in una zona rurale dell'Egitto
15/01/2004 Amici nel silenzio: Un video racconta la storia di un popolo, ma soprattutto di un'amicizia
24/12/2003 Le donne dell'unita' cinque: Vivono insieme in una prigione, l'unità 5, nella città di Rosario
12/12/2003 Nell'inferno delle maquilas: Intervista a Martha Ojeda
05/12/2003 Stragi, la svolta di Algeri: Nasce una commissione per verificare le responsabilità della guerra civile
04/12/2003 Stuprate e martiri: Le donne cecene vittime di violenze sessuali spesso si votano al martirio
Conflitto in quest'area: La scheda paese: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti:
creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità