Questa mattina all'alba la fanteria e i
carri armati israeliani hanno cominciato a ritirarsi dalla Striscia
di Gaza, lo ha annunciato un portavoce dell'esercito, secondo cui gli
obiettivi dell'operazione “Inverno Caldo” sarebbero stati
raggiunti. Nel corso di questa notte di combattimenti sono stati
uccisi due attivisti dei Comitati per la resistenza popolare e tre di
Hamas.

Il bilancio dei tre giorni di raid militari contro i
campi profughi della Striscia di Gaza, che secondo Israele sarebbero
una rappresaglia per il lancio di razzi Qassam contro il suo
territorio, è di oltre cento morti palestinesi, tra cui
diversi civili, donne e bambini. Nel corso dei rastrellamenti sono
morti anche due soldati israeliani. Almeno 50 risultano i palestinesi
arrestati e oltre trenta abitazioni sono state demolite nel campo
profughi di Jabaliya, a nord di Gaza città. Mentre Hamas canta
vittoria per aver resistito agli attacchi e prosegue con il lancio di
razzi Qassam, l'Autorità Palestinese del presidente Abu Mazen
ha sospeso i contatti con Israele, con cui era impegnata nel quadro
delle trattative di pace successive al vertice di Annapolis dello
scorso novembre.
L'inizio del ritiro israeliano ha
ridato impulso al lancio di razzi da parte dei miliziani palestinesi.
Questa mattina sei razzi Qassam sono stati sparati in direzione di
Sderot, senza causare vittime. Un altro razzo, questa volta a quanto
pare un Katyusha (più potente e con una maggior gittata dei
razzi artigianali Qassam) ha raggiunto la città di Ashkelon,
anche qui senza causare feriti.
Questa mattina il presidente della
Commissione parlamentare isarealiana per gli Esteri e la Difesa, Zahi
Hanegbi, ha dichairato ora l'esercito si dovrà preparare per
una vera e propria guerra nella Striscia di Gaza, per abbattere il
governo di Hamas e occupare nuovamente l'asse Filadelfi, la striscia
di terra al confine con l'Egitto.