Il ministro delle finanze di Delhi annuncia un prestito mega per coprire i debiti dei coltivatori, dopo 800 suicidi in sei mesi
Dieci miliardi di euro. E' questo l'importo del maxi prestito che
il governo indiano ha concesso, in una mossa dal sapore pre
elettorale, per coprire i debiti non onorati dei piccoli agricoltori,
soprattutto nelle aree dove la guerriglia maoista naxalita infuria da
30 anni.

Il provvedimento è centrale nell'annuncio dell'ultimo
budget indiano ed è stato presentato in pompa magna dal
ministro delle finanze Palaniappan Chidambaram. Il ministro ha anche
annunciato un aumento del 20 percento in spese per le scuole e n 15
percento in più di spese per la sanità . Anche se le
elezioni parlamentari sono tra un anno, il governo ha anche promesso
di tenere sotto controllo i prezzi del cibo, che stanno crescendo
fuori controllo. Il piano di cancellazione dei debiti è stato
offerto a tutti i contadini che posseggono meno di due ettari di
terra. Mohan Manidwar, a capo di un movimento di piccoli contadini ha
criticato la mossa, dicendo che parecchi contadini poveri con
appezzamenti di poco superiori ai due ettari e in grosse sofferenze
finanziarie, rimarranno fuori. La mossa arriva una settimana dopo che
l'Asian center for Human rights aveva denunciato una vasta
ondata di suicidi tra i 'farmers' degli stati a forte presenza
Naxalita, per l'impossibilità a coprire i propri debiti con le
banche.
E' stato calcolato dalla rivista Economic Survey che
il 49 percento dei contadini in India ha contratto debiti per poter
mantenere il proprio lavoro nel campo. In questa vasta porzione, solo
il 60 percento ha contratto debiti con delle banche, mentre il resto
chiede i soldi in prestito a parenti, amici o agli usurai. Il tasso
dei prestatori di denaro nei villaggi delle province è del 30
percento, secondo quanto denunciato dall'associazione Radhakrshnan
Farmers Union, che ha confermato
il rapporto dell'Asian center for Human Rights su
alcune centinaia di suicidi di contadini. Soprattutto nei quattro
stati centrali a maggioranza contadina: il Karanataka, l'Andhra
Pradesh, il Kerala e il Maharashtra, ma con vasta diffusione anche
negli stati orientali indiani, come Orissa, Jharkhand o Chhattirsgah.
Una situazione che non fa che aumentare le chances della propaganda
naxalita di trovare nuovi adepti. A soffrire più di tutti è
stato il Maharashtra: su 800 e passa suicidi censiti nella prima met�
del 2007, 607 contadini si sono tolti la vita in questo stato
centrale in gran parte rivolto alla coltivazione del cotone; altri
113 morti sono stati in Andhra Pradesh e 74 in Kerala. Già nel
2007 il governo aveva promesso un mega intervento di aiuto ai
contadini messi in difficoltà dalla siccità e dagli
aumenti dei prezzi internazionali, ma non sembra che quel primo
intervento sia stato molto efficace.