29/02/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



E' terminata l'offensiva di terra e aerea delle forze armate turche contro le basi dei ribelli del Pkk. La notizia, annunciata questa mattina dall'emittente televisiva turca Ntv, è stata successivamente confermata dai vertici militari di Ankara e dal ministro degli Esteri iracheno Hoshiyar Zebari. La tv satellitare al-Arabiya, invece, cita fonti curde e parla di un ritiro turco solo dall'area di Zap, che però i militari di Ankara avrebbero disseminato di mine.

Ieri gli Stati Uniti, con le parole del segretario alla Difesa Robert Gates e dello stesso presidente Bush, avevano esortato la Turchia a ritirarsi "il prima possibile" dall'Iraq, concludendo un'offensiva che secondo la Turchia ha provocato 237 morti tra i guerriglieri e 27 caduti tra i soldati (il Pkk non conferma e parla di almeno 99 soldati turchi uccisi). Le pressioni di Washington erano state accolte con indifferenza dalle forze armate turche, che hanno sempre ripetuto di voler rimanere in Iraq "fino al completamento degli obiettivi", cioè la distruzione delle basi del Pkk. "Al più presto può voler dire un giorno, come un anno", aveva detto ieri il capo di stato maggiore Yasar Buyukanit.

In passato, la Turchia aveva compiuto operazioni militari nel nord dell'Iraq già in almeno 24 occasioni, senza mai riuscire a risolvere il problema una volta per tutte. L'obiettivo di Ankara è sempre stato quello di togliere al Pkk, considerato un'organizzazione terroristica da Turchia, Stati Uniti e Unione Europea, le basi che il gruppo ribelle ha nel Kurdistan iracheno, da dove parte per effettuare incursioni in territorio turco. L'attuale offensiva era stata minacciata da mesi da Ankara, che dallo scorso autunno riceve dagli Usa informazioni di intelligence sulla dislocazione delle basi del Pkk. Si calcola che da inizio anni Ottanta, quando il Pkk ha lanciato la sua lotta separatista, nel conflitto siano morte almeno 40.000 persone. 

Categoria: Guerra
Luogo: Turchia