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La sete di acqua degli organizzatori dei giochi Olimpici sta lasciando a secco
centinaia di migliaia di cinesi, secondo quanto riferito da un funzionario della
provincia nord-occidentale di Shaanxi.
Prosciugati dai Giochi. Da Pechino hanno deciso di dirottare quasi tutte le risorse idriche delle regioni
vicine al fiume Yangtze - soprattutto Hebei e Shaanxi - per soddisfare il fabbisogno
di questo enorme evento. E' stato previsto che le centinaia di migliaia di persone
che confluiranno nella capitale nei prossimi mesi faranno aumentare la richiesta
di acqua del 30 per cento. “Lo Shaanxi deve ottenere un risarcimento da parte
di Pechino”, ha chiesto An, in passato a capo del partito comunista nella provincia.
E' molto raro che un alto funzionario del partito critichi così apertamente le
direttive centrali.
Fiume Rosso. Un altro incidente intanto ha colpito la regione fluviale dello Yangtze. Tre
affluenti del fiume Han (che confluisce nel grande Fiume Giallo) in queste settimane
si sono all'improvviso colorati di rosso, con la comparsa di una misteriosa schiuma
sul pelo dell'acqua. Circa 250mila persone sono rimaste ancora senza acqua. Si
crede che uno sversamento di prodotti chimici da una fabbrica abbia inquinato
i fiumi Xinglong, Tianguan e Dongjing, ma l'agenzia ufficiale Xinhua non ha fatto sapere quale sia l'industria colpevole del disastro ecologico che
sta colpendo le città affacciate sui corsi d'acqua inquinata. I 60mila abitanti
di Xinguo stanno bevendo da giorni solo acqua in bottiglia. Il sindaco di Qianjiang
ha riferito alla Xinhua che i gestori di cinque municipalizzate hanno ordinato la sospensione del rifornimento
dai corsi d'acqua arrossati. I dirigenti cinesi sostengono di impegnarsi parecchio
per un maggiore rispetto dell'ambiente, tanto che il bando dei sacchetti di plastica
lanciato in dicembre avrebbe in settimana portato alla chiusura del maggiore produttori
di buste proibite del Paese, mandando 20mila operai a casa. Gianluca Ursini