stampa
invia
"Oggi le notizie sono terribili, quei quattro bambini stavano giocando a calcio.
E ci sono anche altri quindici feriti, ma il problema è che non si riesce nemmeno
a tenere il conto delle vittime perchè questi attacchi avvengono continuamente.
Quello che accede in queste ultime ore è però senza precedenti. Dalle otto di
ieri sera è stato un bombardamento ininterrotto, con gli elicotteri Apache (dell'esercito israeliano) che sorvolano la Striscia in ogni momento del giorno.
Solo nelle ultime 24 ore sono morte 23 persone almeno, anche il furgoncino colpito
ieri, con cinque miliziani di Hamas a bordo, è stato centrato di fronte all'università
di Al Aqsa dove insegno, a Khan Younis. Ma oltre ai miliziani sono stati uccisi sei bambini
e un neonato di sei mesi. Qualcuno deve essere impazzito in Israele, non riesco
a trovare altre risposte che non siano quella cosa che si chiama la patologia
del potere.. come altrimenti si può chiamare l'uccisione deliberata di ragazzini
che giocano a calcio in pieno giorno?"
"Esatto. Ma il punto è che Israele non ha bisogno di fornire giustificazioni
sensate, questa è un'occupazione di tipo coloniale, e pertanto è intrinsecamente
violenta. Da questo punto di vista non è cambiato nulla dal 1948 ad oggi. Israele
trova ogni volta una buona scusa, ma come si può paragonare un razzo Qassam artigianale
alle testate nucleari di cui dispone? Lo stesso potere militare di Hamas è ben
poca cosa rispetto all'esercito israeliano. Questa sproporzione può restare nascosta
solo con la complicità della comunità internazionale, che invece dovrebbe sostenere
il diritto del popolo palestinese alla resistenza. Questa ingiustizia si ripete
anche fuori dalla Striscia di Gaza. Ieri hanno ucciso due miliziani nel campo
profughi di Balata, vicino a Nablus. Sono mai stati sparati razzi dalla Cisgiordania?
No, sono solo scuse coperte dal silenzio delle Nazioni Unite, degli Usa e anche
della Lega Araba. Questi crimini continueranno finchè non ci sarà un vero boicotaggio
internazonale come quello che venne portato avanti contro il Sudafrica. Quello
che viviamo oggi è ciò che Edward Said definiva accusare le vittime."
"Innanzitutto dall'inizio del processo di pace di Annapolis gli omicidi sono
aumentati, oltre 200 persone sono morte dallo scorso novembre. Per quanto riguarda
l'Europa, quella cui si riferisce è la posizione del Parlamento europeo, non dell'Unione,
che non può permetteri di prendere una posizione indipendente rispetto agli Stati
Uniti. Certo, tutto il mondo sta cominciando a capire che i palestinesi stanno
soffrendo, ma quello che manca è la consapevolezza di dover fare qualcosa. Le
aperture dell'Europa sono dunque solo vuota retorica, diretta all'interno della
comunità europea per i loro cittadini. Anche le Nazioni Unite e i paesi arabi
non hanno fatto nulla di concreto finora, su nessuna delle questioni chiave del
conflitto. L'unica speranza per noi passa attraverso le organizzazioni della società
civile. Non ci aspettiamo nulla di buono nemmeno dalle autorità egiziane. Quello
che vogliamo sono carburante ed elettricità, non che l'Unione Europea inizi a
pensare a levare l'embargo. Ne abbiamo bisogno adesso. La gente muore di freddo
negli ospedali per la mancanza di combustibile e quelli parlano di rimuovere l'assedio,
forse, il mese prossimo."
"Se non fosse una tragedia sarebbe una barzelletta. Un mio amico mi ha fatto
notare che Mazen ha usato le stesse parole usate dal portavoce dell'esercito israeliano.
Il governo di Ramallah è illegittimo ed è anche peggiore di quello dei Bantustan
in Sudafrica (enclavi per gente di colore in Sudafrica in regime di apartheid,
ndr). Non ha fatto assolutamente nulla per la fine dell'assedio di Gaza e ha sparato
sulla sua gente. Tutto quel che ha fatto il governo di Ramallah è sostenere lo
status quo, che permette di sopravvivere al suo gruppo, che non è tanto Fatah, ma la classe
borghese creata dopo il processo di Oslo del 1993. Queste persone hanno silurato
qualsiasi ipotesi di riforma e hanno visto minacciati i loro interessi dalla vittoria
elettorale di Hamas nel 2006. Attenzione però a confondere il governo di Ramallah
con Fatah, l'unico di Fatah in quell'esecutivo è Abu Mazen, nemmeno il premier
Fayyad ne fa parte. Quando penso che le trattative di pace si svologono tra Ramallah
e Tel Aviv penso a Nelson Mandela, che per sostenere il suo popolo ha passato
27 anni in carcere ed accettò di uscire solo dopo la liberazione dell'ultimo prigioniero
politico. Qui la situazione è opposta: prima di Annapolis in Cisgiordania c'erano
450 check point, oggi, dopo otto incontri ce ne sono oltre 600. Abu Mazen non
ne ha fatto rimuovere nemmeno uno, e il suo sostegno anche in Cisgiordania ormai
è quasi nullo. É sostenuto solo da quanti sono stati messi a lavorare nell'industria
dei colloqui di pace e dai dipendenti statali, che non vogliono perdere gli stipendi."
"Questa è semplicemente propaganda orchestrata da Israele e Mazen per creare
un clima anti-Hamas. Si vuole creare un sentimento popolare contro Hamas, nella
speranza che la popolazione si ribelli. Ma questo non è mai successo. Quanto alle
armi sinceramente non lo so, non mi risulta che ci siano altro che razzi artigianali
a Gaza e non ho mai sentito parlare di miliziani di Al Qaeda nella Striscia. Questi
annunci servono a creare la paura nella popolazione israeliana, per giustificare
la violenza genocida degli attacchi con un'ipotetica minaccia che graverebbe su
Israele. Le dichiarazioni Abu Mazen non fanno altro che aggiungere credito a queste
falsità. Se poi davevro Al Qaeda fosse entrata a Gaza, ciò significherebbe che
ha delle basi in Egitto, bisognerebbe allora prendersela prima di tutto con il
Cairo. Il punto è che la Striscia di Gaza è piccola, se ci fossero qaedisti li
vedremmo. Qui non c'è quel tipo di estremismo."Naoki Tomasini