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Tutto cambi perchè nulla cambi. Il Gattopardo russo porta in scena domenica la sua commedia, con un copione all'insegna della stabilità e della continuità. Oltre cento milioni di persone si recheranno alle urne per scegliere il terzo presidente nella storia della Federazione russa.
Il solito noto. Ma da scegliere c'è ben poco: lo dimostrano le apparizioni televisive dei candidati
e la spesa per la campagna elettorale del futuro presidente. Dimitry Medvedev
ha utilizzato solo 10 milioni di rubli (3,5 milioni di euro), su un budget di
181 milioni (65 milioni di euro). Il bisogno di una campagna elettorale non è
stato quasi avvertito: il delfino di Putin ha persino rinunciato a confrontarsi
con gli altri candidati nei dibattiti in tv. La scusa addotta è stata la 'mancanza
di tempo', dato che - secondo i suoi portavoce - era sempre in giro a incontrare
il popolo, nei quattro angoli del Paese. La probabile ragione è che Medvedev non
ha bisogno di faccia a faccia. La sua, di faccia, è apparsa 17,3 volte più di
quella degli altri candidati (conteggiati tutti insieme), nei cinque canali della
televisione russa, nella fascia oraria 'prime time', dalle sei di sera a mezzanotte.
Lo ha accertato uno studio del Centro per il giornalismo in situazioni estreme,
istituto che monitora la libertà di stampa e la situazione nei Paesi in cui questa
è minacciata. E in Russia è un dato di fatto che gli omicidi di giornalisti non
trovino un colpevole, che i media indipendenti vengano imbavagliati, che la polizia
attacchi i leader dell'opposizione.
Regali e lotterie. Lo dice anche Amnesty International, in un rapporto uscito tre giorni fa: è
probabile che ogni manifestazione dell'opposizione, nei prossimi giorni, subisca
il trattamento che prima, durante e dopo le politiche del 2 dicembre scorso, è
stato riservato a Kasyanov e Kasparov: il primo escluso dalla corsa alle presidenziali
perchè accusato dalla Commissione elettorale di aver falsificato buona parte delle
firme per la presentazione della sua candidatura: il secondo malmenato e arrestato
per aver deviato dal percorso fissato dalle autorità durante la manifestazione
del suo movimento, 'Altra Russia'. Tuttavia, domani la gente andrà a votare lo
stesso. Perchè costretta, perchè incoraggiata da premi, regali e lotterie, o semplicemente
perchè desiderosa di farlo.
Spirito di emulazione. Medvedev, che ha promesso di continuare la politica del suo predecessore, ha
mutuato da Putin l'assertività, lo stile e la mimica. Nelle sue apparizioni pubbliche,
riporta chi lo ha osservato, la cadenza della voce e l'accento sulle prime sillabe
di ogni parola ricordano il modo di esprimersi del suo mentore. L'ex capo dell'amministrazione
presidenziale ha cominciato solo da poco a studiare da presidente, e i primi passi
del suo tirocinio comportano l'imitazione. "Fa come fanno i bambini con gli adulti",
precisava ieri l'analista politico Yury Korgunyuk in un'intervista al 'Moscow
Times'.
Libertà io vo cercando... In ogni sua apparizione, in ogni suo discorso, Medvedev ha sempre cercato di
rassicurare gli elettori che non si discosterà dalla politica di Putin, che proseguirà
sulla strada della lotta alla corruzione e agli sprechi amministrativi, della
creazione di una classe media sempre più vasta, della stabilizzazione economica,
della modernizzazione istituzionale, promettendo addirittura, come ha dichiarato
la scorsa settimana, "libertà di manifestare, libertà individuale e libertà di
espressione". Anche se fosse vero, nei sondaggi pre-elettorali Medvedev ha tra
il 62 e il 75 per cento dei consensi: ciò dimostra che la popolazione russa, in
linea con l'attuale tendenza, è più che mai disposta a barattare le proprie libertà
civili con la garanzia della sicurezza e della stabilità, prediligendo in molti
casi l'autoritarismo alla democrazia. Sei mesi di inverno russo hanno lo stesso
effetto sugli uomini quanto la lunga e tetra estate siciliana, diceva Tomasi di
Lampedusa. "...Rimarranno convinti che il loro è un paese come tutti gli altri,
scelleratamente calunniato; che la normalità civilizzata è qui, la stramberia
fuori".
Luca Galassi