29/02/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Domenica si vota. Cambia il presidente, ma tutto resta com'è

Tutto cambi perchè nulla cambi. Il Gattopardo russo porta in scena domenica la sua commedia, con un copione all'insegna della stabilità e della continuità. Oltre cento milioni di persone si recheranno alle urne per scegliere il terzo presidente nella storia della Federazione russa.

Dimitry MedvedevIl solito noto. Ma da scegliere c'è ben poco: lo dimostrano le apparizioni televisive dei candidati e la spesa per la campagna elettorale del futuro presidente. Dimitry Medvedev ha utilizzato solo 10 milioni di rubli (3,5 milioni di euro), su un budget di 181 milioni (65 milioni di euro). Il bisogno di una campagna elettorale non è stato quasi avvertito: il delfino di Putin ha persino rinunciato a confrontarsi con gli altri candidati nei dibattiti in tv. La scusa addotta è stata la 'mancanza di tempo', dato che - secondo i suoi portavoce - era sempre in giro a incontrare il popolo, nei quattro angoli del Paese. La probabile ragione è che Medvedev non ha bisogno di faccia a faccia. La sua, di faccia, è apparsa 17,3 volte più di quella degli altri candidati (conteggiati tutti insieme), nei cinque canali della televisione russa, nella fascia oraria 'prime time', dalle sei di sera a mezzanotte. Lo ha accertato uno studio del Centro per il giornalismo in situazioni estreme, istituto che monitora la libertà di stampa e la situazione nei Paesi in cui questa è minacciata. E in Russia è un dato di fatto che gli omicidi di giornalisti non trovino un colpevole, che i media indipendenti vengano imbavagliati, che la polizia attacchi i leader dell'opposizione.

Il Cremlino (foto Luca Galassi)Regali e lotterie. Lo dice anche Amnesty International, in un rapporto uscito tre giorni fa: è probabile che ogni manifestazione dell'opposizione, nei prossimi giorni, subisca il trattamento che prima, durante e dopo le politiche del 2 dicembre scorso, è stato riservato a Kasyanov e Kasparov: il primo escluso dalla corsa alle presidenziali perchè accusato dalla Commissione elettorale di aver falsificato buona parte delle firme per la presentazione della sua candidatura: il secondo malmenato e arrestato per aver deviato dal percorso fissato dalle autorità durante la manifestazione del suo movimento, 'Altra Russia'. Tuttavia, domani la gente andrà a votare lo stesso. Perchè costretta, perchè incoraggiata da premi, regali e lotterie, o semplicemente perchè desiderosa di farlo. 
 
Bogdanov, chi era costui? Gli altri candidati sono Gennady Zyuganov, Vladimir Zhirinovsky, Andrei Bogdanov. Zyuganov, 63 anni, è il leader del Partito comunista. Ha perduto parecchi consensi da quando, nel 1996, riuscì ad arrivare al ballottaggio contro Boris Eltsin, e attualmente i sondaggi lo danno al 12 percento. Zhirinovsky, fondatore del Partito liberaldemocratico, è un eccentrico ultra-nazionalista, antisemita e antioccidentale. La sua politica si fonda sulla difesa della Russia da parte di nemici esterni e sull'appoggio incondizionato alle gerarchie militari. Andrei Bogdanov, 37enne, massone, semisconosciuto agli elettori russi, è il leader del Partito Democratico, che ha ottenuto alle elezioni parlamentari 900 mila voti. A favore della pena di morte, almeno per i pedofili, sono in molti a credere che sia una pedina del Cremlino, introdotta nell'agone

La Moscova (Foto Luca Galassi)Spirito di emulazione. Medvedev, che ha promesso di continuare la politica del suo predecessore, ha mutuato da Putin l'assertività, lo stile e la mimica. Nelle sue apparizioni pubbliche, riporta chi lo ha osservato, la cadenza della voce e l'accento sulle prime sillabe di ogni parola ricordano il modo di esprimersi del suo mentore. L'ex capo dell'amministrazione presidenziale ha cominciato solo da poco a studiare da presidente, e i primi passi del suo tirocinio comportano l'imitazione. "Fa come fanno i bambini con gli adulti", precisava ieri l'analista politico Yury Korgunyuk in un'intervista al 'Moscow Times'.

La Duma, il parlamento russo (Foto Luca Galassi)Libertà io vo cercando... In ogni sua apparizione, in ogni suo discorso, Medvedev ha sempre cercato di rassicurare gli elettori che non si discosterà dalla politica di Putin, che proseguirà sulla strada della lotta alla corruzione e agli sprechi amministrativi, della creazione di una classe media sempre più vasta, della stabilizzazione economica, della modernizzazione istituzionale, promettendo addirittura, come ha dichiarato la scorsa settimana, "libertà di manifestare, libertà individuale e libertà di espressione". Anche se fosse vero, nei sondaggi pre-elettorali Medvedev ha tra il 62 e il 75 per cento dei consensi: ciò dimostra che la popolazione russa, in linea con l'attuale tendenza, è più che mai disposta a barattare le proprie libertà civili con la garanzia della sicurezza e della stabilità, prediligendo in molti casi l'autoritarismo alla democrazia. Sei mesi di inverno russo hanno lo stesso effetto sugli uomini quanto la lunga e tetra estate siciliana, diceva Tomasi di Lampedusa. "...Rimarranno convinti che il loro è un paese come tutti gli altri, scelleratamente calunniato; che la normalità civilizzata è qui, la stramberia fuori".

Luca Galassi

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