28/02/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



MappaAlmeno 13 morti e una decina di feriti. E’ il bilancio dell’ennesimo attacco missilistico statunitense condotto la notte scorsa contro un villaggio pachistano in Sud Waziristan.
Attorno alle 2 di notte, un missile Hellfire (fuoco dell’inferno) lanciato da un aereo senza pilota Predator ha centrato e ridotto in macerie una casa annessa alla madrasa del villaggio di Kalushah, distretto di Azam Warsik, una decina di chilometri a ovest di Wana, capoluogo del Sud Waziristan. Le vittime pare siano tutti studenti della scuola coranica che dormivano nell’edificio colpito: ragazzi afgani ma anche alcuni ‘arabi’.
Un mese fa, il 29 gennaio, un analogo attacco missilistico aveva colpito una casa nel villaggio di Khushali Torikhel, in Nord Waziristan, uccidendo 12 persone: tutti talebani e jihadisti arabi di Al Qaeda secondo le autorità pachistane, anche due donne e tre bambini secondo la gente del posto.
Questi raid regolarmente condotti dalla Cia e dal Comando operazioni speciali del Pentagno da almeno due anni – ma mai confermati ufficialmente né da Washington né da Islamabad – hanno lo scopo non tanto quello di eliminare comandanti talebani o di Al Qaeda (raramente, tra le decine di civili uccisi, c’erano effettivamente dei jihadisti), quanto quello di far pressione sul Pakistan, ricordandogli che gli Stati Uniti sono pronti a ‘fare da soli’, a intervenire direttamente contro i ‘santuari’ jihadisti nelle Aree Tribali pachistane. Un pressing che, dal punto di vista Usa, è tanto più necessario adesso che i nuovi partiti al potere in Pakistan paiono poco inclini a lanciare quella grande offensiva militare anti-terrorismo che Washington chiede da mesi.
Parole chiave: pakistan
Categoria: Guerra
Luogo: Pakistan