Le Madri di piazza Tiananmen, donne i
cui figli sono stati uccisi nel 1989 dall'Esercito cinese nella
repressione del movimento democratico degli studenti, hanno chiesto
con una lettera aperta all' Assemblea Nazionale del Popolo (il
Parlamento cinese) di scusarsi con le famiglie dei giovani.

La lettera è stata diffusa oggi
dal gruppo Human Rights in China, organizzazione non governativa che
si batte per il rispetto dei diritti umani in Cina. Nella lettere le
Madri affermano, tra l' altro, che ''è davvero possibile che,
come ospite dei Giochi Olimpici del 2008, il governo cinese non abbia
problemi nel lasciare che atleti provenienti da tutto il mondo
camminino su questa terra bagnata di sangue per partecipare alle
Olimpiadi?''. La lettera delle Madri segue il pronunciamento del
Congresso degli Stati Uniti, secondo cui la Cina non ha rispettato l'
impegno di migliorare la situazione dei diritti umani quando i Giochi
olimpici vennero assegnati a Pechino, nel 2001. Il gruppo delle Madri
di piazza Tiananmen è stato fondato da Ding Zilin,
professoressa in pensione, che la notte tra il 3 ed il 4 giugno del
1989 ha perso un figlio adolescente, ucciso quando l' esercito
intervenne in forze per sgombrare la piazza centrale di Pechino dagli
studenti, che l' avevano occupata reclamando l' instaurazione di un
sistema democratico. Ma non solo al passato appartengono le
violazioni dei diritti umani in Cina. Human Rights Watch, ong che si
batte per i diritti umani con sede a New York, ha ricordato in un
comunicato diffuso oggi la situazione di Hu Jia, attivista
democratico arrestato in dicembre e accusato di 'incitamento alla
sovversione'. Secondo Hrw la sorte di Hu Jia sarà ''un banco
di prova'' per il governo cinese in vista delle Olimpiadi.