Paraguay, persecuzione dei dirigenti sociali impegnati nella campagna presidenziale dell'ex vescovo Lugo
Scritto per noi da
*Cristiano Morsolin
Nel dipartimento di Caazapa, la notte di sabato 23 febbraio è stato crivellato
di colpi Geraldino Rotela, 32 anni, dirigente contadino e riferimento politico
del Movimento Popolare TEKOJOJA che raccoglie varie espressioni dei movimenti
sociali, indigeni, contadini e dei sindacati del Paraguay che appoggiano la candidatura
presidenziale dell’ex vescovo Fernando Lugo. In una conferenza stampa avvenuta
lunedì 25 febbraio, Riccardo Canese, dirigente nazionale di Tekojoja (che significa uguaglianza nella lingua guaranti) ha affermato che si tratta di “terrorismo di Stato” e ha ricordato le varie
minacce che hanno sofferto i dirigenti di Tekojoja negli ultimi giorni; “l’impunità
nel nostro paese è la norma e per questo chiediamo l’intervento degli organismi
internazionali dei diritti umani per garantire il dovuto processo”.
La denuncia. Il candidato presidenziale della Alleanza Patriottica per il cambiamento del
Paraguay APC Fernando Lugo ha denunciato la morte del dirigente campesino come un crimine politico; l’ex vescovo ed esponente della teologia della liberazione,
favorito nelle inchieste sulle intenzioni di voto, ha lanciato un’allerta generale
alle forze politiche dell’opposizione sul pericolo che corrono “perché la mafia
installata nel governo di Nicanor Duarte ha paura di perdere il potere il prossimo
20 aprile, giorno delle elezioni.
Martedì 27 febbraio il movimento Tekojoja ha organizzato un sit-in davanti al
Ministero degli interni anche per protestare per la campagna di diffamazione che
pretende legare Fernando Lugo con la guerriglia colombiana FARC, in riferimento
a cartelli dove appare l’ex vescovo vestito da militare con l’arma in mano; la
manovra di discredito è attribuita al Partito Colorado, da sempre al potere in
Paraguay fin dalla dittatura di Strossner, come riporta il quotidiano ABC di Asuncion.
I movimenti. Un gruppo di movimenti sociali del Paraguay come Coordinadora de victimas de
la dictadura, ha diffuso un comunicato il 25 febbraio per condannare vari atti
intimidatori e dell’escalation di persecuzione che soffrono i movimenti sociali e politici in Paraguay. “Questi
fatti non isolati fanno parte di una costante strategia di persecuzione dei dirigenti
sociali durante tutto il periodo del post-stronismo, questa serie di attentati
alla vita e alla libertà ha l’obiettivo di creare una atmosfera di terrore nella
popolazione per bloccare la speranza di un cambiamento politico e sociale”, conclude
la nota. Geraldino Rotela, dopo aver studiato nella zona di San Juan Nepomuceno
era ritornato alla terra natale con l’obiettivo di “apportare le sue conoscenze
al popolo e di lavorare per la trasformazione sociale”. Geraldino Rotela ha sempre
dimostrato una militanza coraggiosa, avvertendo che la zona dove lavorava è “molto
difficile per la presenza della mafia”; è stato pedinato in varie occasioni da
sconosciuti in seguito alle denuncie che compiva contro il potere politico e per
il controllo delle terre che esercitavano alcuni gruppi, mantenendo la popolazione
in situazione di povertà e miseria.