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Siamo nel 2004 ma in alcune zone del mondo le barriere culturali legate
a condizioni di vita pessime, alla miseria, all’impossibilità di
frequentare la scuola relegano le donne esclusivamente al ruolo di
mogli e madri se va bene. Nei casi peggiori vengono loro imposti lavori
massacranti, prostituzione o matrimoni precoci. Da parecchi anni ormai
l’UNICEF emana un rapporto a favore dell’istruzione delle bambine.
“Aumentare il numero di bambine che frequentano la scuola è il primo
passo verso gli obiettivi di sviluppo del millennio - dice l'UNICEF -
ma milioni di loro sono tagliate fuori dal progresso sociale, con gravi
conseguenze anche per il futuro dei loro stessi Paesi".
Noi vi raccontiamo la storia di Osmana per avere un esempio concreto
della condizione delle giovani donne in un paese preso in
considerazione proprio dal rapporto UNICEF. Osmana, 37 anni,
proveniente da una zona rurale e povera dell’Egitto, vive in Italia con
suo marito.
E’ felice e racconta: “ Le tradizioni della nostra cultura sono molto
radicate. Una bambina conosce presto il suo futuro. A tredici anni
potrebbe già ritrovarsi sposata (per un matrimonio combinato) con un
uomo che non ama, a quindici anni con due figli e a quel punto addio
scuola, addio amiche, addio tutto. Una ragazza giovane deve andare a
scuola e deve imparare a stare in mezzo alle altre persone. Io per
esempio avevo un sogno nella vita. Volevo fare la maestra. Ma gli
ostacoli che mi si sono prospettati fin dalla giovanissima età erano
enormi. La povertà prima fra tutti, ma per quanto possa essere
opprimente, è solo una tra i tanti".
"Frequentare una scuola vent’anni fa era impensabile per una ragazza in
Egitto. La tradizione – anche se ultimamente le cose sono parecchio
cambiate - vuole le ragazze lontane dalle scuole. La mia più grande
frustrazione era sapere che il mio sogno, diventare una maestra, non si
sarebbe mai realizzato”.
Il governo ha lavorato per mettere fine all’analfabetismo, e ora più
dell’80% degli uomini e il 75% delle donne sanno leggere e scrivere. È
stata posta particolare attenzione al fatto di portar fuori le ragazze
dalle case per mandarle a scuola. Gli sforzi compiuti nel campo dello
sviluppo scolastico egiziano hanno finora prodotto effetti abbastanza
concreti.
Dopo ripetuti iniziative di alto livello politico che hanno visto
scendere in campo addirittura la signora Suzanne Mubarak, moglie del
Presidente egiziano Mubarak, l’istruzione femminile è stata posta al
primo livello delle priorità dello sviluppo per i prossimi anni.
L’impegno concreto è quello di ridurre al minimo, se non eliminare del
tutto, il divario culturale che c’è fra maschi e femmine. E’ stata
costituita così una commissione formata da esponenti politici di primo
piano , organizzazioni non governative, e agenzie delle Nazioni Unite
con il proposito di costruire tremila scuole. Il tutto per integrare
sempre di più le donne nella vita del Paese.