26/01/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



La storia di Osmana, 37 anni, nata in una zona rurale dell'Egitto

Donna egizianaSiamo nel 2004 ma in alcune zone del mondo le barriere culturali legate a condizioni di vita pessime, alla miseria, all’impossibilità di frequentare la scuola relegano le donne esclusivamente al ruolo di mogli e madri se va bene. Nei casi peggiori vengono loro imposti lavori massacranti, prostituzione o matrimoni precoci. Da parecchi anni ormai l’UNICEF emana un rapporto a favore dell’istruzione delle bambine.

“Aumentare il numero di bambine che frequentano la scuola è il primo passo verso gli obiettivi di sviluppo del millennio - dice l'UNICEF - ma milioni di loro sono tagliate fuori dal progresso sociale, con gravi conseguenze anche per il futuro dei loro stessi Paesi".

Noi vi raccontiamo la storia di Osmana per avere un esempio concreto della condizione delle giovani donne in un paese preso in considerazione proprio dal rapporto UNICEF. Osmana, 37 anni, proveniente da una zona rurale e povera dell’Egitto, vive in Italia con suo marito.

Donne E’ felice e racconta: “ Le tradizioni della nostra cultura sono molto radicate. Una bambina conosce presto il suo futuro. A tredici anni potrebbe già ritrovarsi sposata (per un matrimonio combinato) con un uomo che non ama, a quindici anni con due figli e a quel punto addio scuola, addio amiche, addio tutto. Una ragazza giovane deve andare a scuola e deve imparare a stare in mezzo alle altre persone. Io per esempio avevo un sogno nella vita. Volevo fare la maestra. Ma gli ostacoli che mi si sono prospettati fin dalla giovanissima età erano enormi. La povertà prima fra tutti, ma per quanto possa essere opprimente, è solo una tra i tanti".

"Frequentare una scuola vent’anni fa era impensabile per una ragazza in Egitto. La tradizione – anche se ultimamente le cose sono parecchio cambiate - vuole le ragazze lontane dalle scuole. La mia più grande frustrazione era sapere che il mio sogno, diventare una maestra, non si sarebbe mai realizzato”.

Donne Il governo ha lavorato per mettere fine all’analfabetismo, e ora più dell’80% degli uomini e il 75% delle donne sanno leggere e scrivere. È stata posta particolare attenzione al fatto di portar fuori le ragazze dalle case per mandarle a scuola. Gli sforzi compiuti nel campo dello sviluppo scolastico egiziano hanno finora prodotto effetti abbastanza concreti.

Dopo ripetuti iniziative di alto livello politico che hanno visto scendere in campo addirittura la signora Suzanne Mubarak, moglie del Presidente egiziano Mubarak, l’istruzione femminile è stata posta al primo livello delle priorità dello sviluppo per i prossimi anni.

L’impegno concreto è quello di ridurre al minimo, se non eliminare del tutto, il divario culturale che c’è fra maschi e femmine. E’ stata costituita così una commissione formata da esponenti politici di primo piano , organizzazioni non governative, e agenzie delle Nazioni Unite con il proposito di costruire tremila scuole. Il tutto per integrare sempre di più le donne nella vita del Paese.

Alessandro Grandi 
Categoria: Donne
Luogo: Egitto