01/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



E’ sempre stupefacente leggere sul mappamondo nel sito di Peacereporter quanti siano i conflitti in svolgimento qui e ora; la cartina del mondo in battaglia ci permette di sondare gli abissi di ignoranza in cui sonnecchia la nostra coscienza, crogiolata nel pensiero che salvo nei casi eccezionali in cui ci mobilitiamo in massa in realtà la pace regni sovrana sul globo.
Non è così, è ancora solo e sempre la guerra che regna indisturbata, e la circostanza che vuole i cittadini dell’Europa occidentale immuni da questo contagio è tanto più fragile e transitoria se non pensiamo concretamente a strumenti e pratiche per produrre pensiero e cultura di pace.
E d’altra parte il conflitto è una delle condizioni ancestrali che hanno dato origine alla specie umana, e non esiste luogo di elaborazione per comportamenti o pensieri in cui non giochi un ruolo predominante l’idea dello scontro, dell’opposizione violenta e inconciliabile.
filippo del cornoE’ proprio questo terreno che abbiamo voluto percorrere nella stagione 2008 di Sentieri selvaggi: una serie di concerti che vuole esplorare le diverse forme di conflitto che caratterizzano il mondo contemporaneo e come queste si riflettono sull'attività creativa dei compositori del nostro tempo.
Nel concerto di inaugurazione affronteremo il cosiddetto Conflitto di civiltà, con tanto di dubitativo punto interrogativo: il tragico rapimento e la barbara uccisione del giornalista Daniel Pearl hanno ispirato a Steve Reich uno dei suoi lavori più intensi, Daniel Variations, che presenteremo in prima italiana. Al cuore della partitura di Reich le parole di Daniel Pearl si intersecano con quelle del libro di Daniele dalla Bibbia, disegnando in un unico arco la ferita mai rimarginata che ancora oggi insanguina il mondo, producendo la catastrofe di un conflitto infinito.
Nelle serate successive indagheremo invece altre figure del conflitto, non necessariamente legate ad una dimensione propriamente bellica di questo concetto: il Conflitto con l’abitudine, in un concerto che rappresenta con l’incredibile e apparentemente insostenibile lunghezza del brano in programma un’autentica sfida alle convenzioni sociali e all’assuefazione percettiva del pubblico; il Conflitto tragico, raffigurato nell’opera lirica Non guardate al domani e impersonificato dal suo protagonista Aldo Moro, eroe di un conflitto che sembra scolpito sugli archetipi delle grandi tragedie greche; il Conflitto interiore vissuto nelle pagine di tre compositori contemporanei che da angolature diverse mettono a nudo un luogo della propria anima dove avviene, inevitabile e irrimediabile, uno scontro ed una frattura.
Questi appuntamenti, che si svolgono da marzo a giugno come da calendario consultabile sul nostro sito, vedranno le note musicali delle partiture contrappuntarsi con le parole delle testimonianze di persone che si sono misurate in prima persona con il tema di ciascuna serata: Daniele Mastrogiacomo, che tanti aspetti ha condiviso dell’esperienza umana e professionale di Daniel Pearl, Agnese Moro, che ha visto compiersi la tragedia nella sua famiglia, Maurizio Cucchi, che ha scandagliato nel suo lavoro profonde e complesse sorgenti di conflitto.
Nell’esperienza ormai decennale di Sentieri selvaggi affrontare attraverso le note i tumulti della nostra epoca si è rivelato un modo efficace per scuotere proprio quell’abulica sonnolenza impastata di rassegnazione e pigrizia che viene sorpresa ad ogni ripassata alla cartina delle guerre in corso. Ecco, noi non crediamo che sia sufficiente un concerto per far cessare una guerra, ma non vogliamo fermarci neanche un momento nel provare a costruire occasioni di crescita di conoscenza e consapevolezza, nella speranza che si trasformino poi in concreti strumenti di pace.
 
Filippo del Corno