Due giornalisti curdi, Adnan Hassanpour e Hiwa
Boutimar, condannati a morte in Iran, sono per il momento salvi.

Lo
assicura il loro avvocato dopo aver rivecuto la comunicazione dal
capo dell'Autorità Giudiziaria della repubblica Islamica. I
loro processi verranno infatti ripetuti senza che i due siano
accusati di essere nemici di Dio. La condanna a morte per loro era
stata stabilita da un tribunale della città di Mariwan, ma la
revisione dei processi è stata ottenuta a quanto pare grazie
alle pressioni dell'organizzazioni iraliane Articolo 21 e Information Safety and
Freedom,
Isf. Adnan Hassanpour e Hiwa Boutimar dovranno ripresentarsi in aula
e difendersi dalle accuse di spionaggio per le potenze straniere (per
le interviste rilasciate ad emittenti radio straniere) e
collaborazione con organizzazioni illegali come il Partito
Democratico del Kurdistan.
Contemporaneamente alla lieta notizia
per i due giornalisti curdi, da Teheran giunge quella di una nuova
condanna a morte, questa volta per un giornalista del Baluchistan.
L'uomo si chiama Yaghoub Mehrnahad, era stato arrestato cinque mesi
fa ed è stato condannato da un tribunale della città di
Zahedan. Anche lui è stato riconosciuto come nemico di Dio,
mohareb in lingua farsi. In comune con i due curdi c'è che
anche in questo caso il condannato appartiene a una minoranza, è
un balucho. Ma non solo, nei tre casi gli imputati sono stati
accusati di collaborazione con organizzazioni illegali e sono stati
processati in assenza di difesa legale. Mehrnahad aveva fondato un
associazione per i diritti dei baluchi chiamata Edalat e teneva un
blog in cui criticava la corruzione e la malapolitica. Questa mattina
anche il fratello di Yaghoub Mehrnahad è stato arrestato,
all'uscita dalla scuola, da agenti dell'intelligence.