25/02/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Un giornalista balucho condannato a morte
Due giornalisti curdi, Adnan Hassanpour e Hiwa Boutimar, condannati a morte in Iran, sono per il momento salvi.
Hiwa Boutimar e Adnan Hassanpour Lo assicura il loro avvocato dopo aver rivecuto la comunicazione dal capo dell'Autorità Giudiziaria della repubblica Islamica. I loro processi verranno infatti ripetuti senza che i due siano accusati di essere nemici di Dio. La condanna a morte per loro era stata stabilita da un tribunale della città di Mariwan, ma la revisione dei processi è stata ottenuta a quanto pare grazie alle pressioni dell'organizzazioni iraliane Articolo 21 e Information Safety and Freedom, Isf. Adnan Hassanpour e Hiwa Boutimar dovranno ripresentarsi in aula e difendersi dalle accuse di spionaggio per le potenze straniere (per le interviste rilasciate ad emittenti radio straniere) e collaborazione con organizzazioni illegali come il Partito Democratico del Kurdistan.

Contemporaneamente alla lieta notizia per i due giornalisti curdi, da Teheran giunge quella di una nuova condanna a morte, questa volta per un giornalista del Baluchistan. L'uomo si chiama Yaghoub Mehrnahad, era stato arrestato cinque mesi fa ed è stato condannato da un tribunale della città di Zahedan. Anche lui è stato riconosciuto come nemico di Dio, mohareb in lingua farsi. In comune con i due curdi c'è che anche in questo caso il condannato appartiene a una minoranza, è un balucho. Ma non solo, nei tre casi gli imputati sono stati accusati di collaborazione con organizzazioni illegali e sono stati processati in assenza di difesa legale. Mehrnahad aveva fondato un associazione per i diritti dei baluchi chiamata Edalat e teneva un blog in cui criticava la corruzione e la malapolitica. Questa mattina anche il fratello di Yaghoub Mehrnahad è stato arrestato, all'uscita dalla scuola, da agenti dell'intelligence.
 
Categoria: Diritti, Media
Luogo: Iran