25/02/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Diventa presidente Christofias, favorevole alla riunificazione. Ma la strada verso un accordo di pace è lunga
Come l'isola dove si sono tenute, il significato delle elezioni di Cipro è diviso in due. Scegliendo Demetris Christofias, i greco-ciprioti hanno eletto l'unico presidente comunista dell'Unione Europea, mostrando anche la loro disponibilità a riaprire le trattative sull'ipotesi di riunificazione con la parte turca dell'isola. Il nuovo leader e la sua controparte turco-cipriota, Mehmet Ali Talat, hanno già dichiarato di volersi incontrare “presto”, mentre oggi anche il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha esortato il neoeletto presidente di Cipro a “cogliere l'opportunità” per riprendere i negoziati. Ma nonostante l'euforia delle prime ore, la strada verso un accordo non appare in discesa.

ChristofiasIl risultato. Al ballottaggio di ieri il 62enne Christofias, del partito comunista Akel, ha sconfitto con il 53,3 percento dei voti il conservatore Ionnis Kasoulides, un ex ministro degli esteri, dopo aver impostato la sua campagna elettorale sulla volontà di riallacciare i contatti con il nord dell'isola, ripartendo dal piano Onu per la riunificazione bocciato nel 2004 dai greco-ciprioti. Il presidente uscente Tassos Papadopoulos, un nazionalista che in questi anni aveva scelto la linea dura nel rapporto con la parte turca, era uscito di scena al primo turno una settimana fa. Appena dichiarato vincitore, Christofias è stato chiamato dal suo omologo turco-cipriota Talat, che si è congratulato con lui. I due hanno annunciato un incontro a breve.

L'esultanza dei sostenitori del nuovo presidenteRipartire dal piano Annan. Una riconciliazione tra le due parti dell'isola, divisa dal 1974 dopo un intervento militare turco in risposta a un fallito colpo di stato greco, è auspicata da molti anche all'estero. Risolvere la questione cipriota toglierebbe un enorme ostacolo ai rapporti tra Unione Europea e Turchia, unico Paese che riconosce la repubblica turco-cipriota. E la parte greca dell'isola divisa è inquieta anche per l'indipendenza del Kosovo, un precedente che potrebbe essere sfruttato in futuro dai turchi nel nord – anche se nel 2004 la parte turca approvò il piano di Kofi Annan per un accordo di pace, e si sentì beffata vedendo che il no dei greci veniva comunque premiato con l'entrata nella Ue. “Dopo cinque anni sprecati... Christofias ha il dovere morale di cercare di recuperare il terreno perduto”, ha commentato oggi il quotidiano Cyprus Mail. E da Bruxelles, Barroso ha auspicato che i negoziati “ripartano senza ritardi”.

Le difficoltà. Ma passare dalle parole ai fatti non sarà automatico. Già il giorno prima del ballottaggio, il leader turco-cipriota Talat aveva rimesso il dito sull' “atteggiamento intransigente” dei greco-ciprioti, avvertendo che se “insisteranno” con questo comportamento, “la divisione dell'isola continuerà”. E nonostante gli auspici per una “fruttuosa cooperazione per il beneficio di entrambe le comunità”, in campagna elettorale il neoeletto Christofias si è mantenuto vago sui passi da compiere per arrivare a un accordo di pace. Inoltre, verso la formazione di un nuovo governo, il leader comunista è dovuto venire a patti con il partito socialista Edek e quello di centro-destra Diko, promettendo loro alcuni ministeri. In passato, questi due movimenti sono stati meno disposti al compromesso sulla questione della riunificazione. Il filo su cui dovrà camminare Christofias promette di essere più sottile della “Linea verde” che taglia in due l'isola.
 

Alessandro Ursic

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