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Il risultato. Al ballottaggio di ieri il 62enne Christofias, del partito comunista Akel, ha
sconfitto con il 53,3 percento dei voti il conservatore Ionnis Kasoulides, un
ex ministro degli esteri, dopo aver impostato la sua campagna elettorale sulla
volontà di riallacciare i contatti con il nord dell'isola, ripartendo dal piano
Onu per la riunificazione bocciato nel 2004 dai greco-ciprioti. Il presidente
uscente Tassos Papadopoulos, un nazionalista che in questi anni aveva scelto la
linea dura nel rapporto con la parte turca, era uscito di scena al primo turno
una settimana fa. Appena dichiarato vincitore, Christofias è stato chiamato dal
suo omologo turco-cipriota Talat, che si è congratulato con lui. I due hanno annunciato
un incontro a breve.
Ripartire dal piano Annan. Una riconciliazione tra le due parti dell'isola, divisa dal 1974 dopo un intervento
militare turco in risposta a un fallito colpo di stato greco, è auspicata da molti
anche all'estero. Risolvere la questione cipriota toglierebbe un enorme ostacolo
ai rapporti tra Unione Europea e Turchia, unico Paese che riconosce la repubblica
turco-cipriota. E la parte greca dell'isola divisa è inquieta anche per l'indipendenza
del Kosovo, un precedente che potrebbe essere sfruttato in futuro dai turchi nel
nord – anche se nel 2004 la parte turca approvò il piano di Kofi Annan per un
accordo di pace, e si sentì beffata vedendo che il no dei greci veniva comunque
premiato con l'entrata nella Ue. “Dopo cinque anni sprecati... Christofias ha
il dovere morale di cercare di recuperare il terreno perduto”, ha commentato oggi
il quotidiano Cyprus Mail. E da Bruxelles, Barroso ha auspicato che i negoziati
“ripartano senza ritardi”.
Le difficoltà. Ma passare dalle parole ai fatti non sarà automatico. Già il giorno prima del
ballottaggio, il leader turco-cipriota Talat aveva rimesso il dito sull' “atteggiamento
intransigente” dei greco-ciprioti, avvertendo che se “insisteranno” con questo
comportamento, “la divisione dell'isola continuerà”. E nonostante gli auspici
per una “fruttuosa cooperazione per il beneficio di entrambe le comunità”, in
campagna elettorale il neoeletto Christofias si è mantenuto vago sui passi da
compiere per arrivare a un accordo di pace. Inoltre, verso la formazione di un
nuovo governo, il leader comunista è dovuto venire a patti con il partito socialista
Edek e quello di centro-destra Diko, promettendo loro alcuni ministeri. In passato,
questi due movimenti sono stati meno disposti al compromesso sulla questione della
riunificazione. Il filo su cui dovrà camminare Christofias promette di essere
più sottile della “Linea verde” che taglia in due l'isola.Alessandro Ursic