C'è attesa oggi per una grande
manifestazione che dovrebbe vedere la formazione una catena umana di
quaranta chilometri, pari la lunghezza della Striscia di Gaza, per
chiedere la fine dell'isolamento.

Fonti locali riferiscono che i
preparativi sono già in corso, diverse scolaresche sono
infatti scese in strada a Gaza città, e confluite nella via
centrale Sallah ad Din, dove è previsto l'arrivo di almeno
50mila persone che uniranno simbolicamente il nord e il sud della
Striscia, da Rafah a Beith Hanoun. Al termine della manifestazione è
previsto un raduno nel nord dell'enclave palestinese, presso il
valico di Eretz, al confine con Israele. In previsione dell'arrivo
della catena umana a Eretz le forze armate israeliane sono state
messe in allerta lungo il confine. Oltre seimila agenti di polizia
israeliani sono confluiti nella zona di Ashqelon e di Sderot, pronti
anche a sparare nel caso in cui dovesse ripetersi un tentativo di
assalto al confine come quello avvenuto a Rafah all'inizio di gennaio
di quest'anno.
Oggi il ministero degli Esteri israeliano ha fatto
sapere con un comunicato che non interverrà sulle
manifestazioni all'interno della Striscia di Gaza, ma ribadisce anche
l'intenzione di “difendere il territorio e prevenire ogni
violazione del confine”. Se ci saranno incidenti, sostiene il
comunicato israeliano, “la responsabilità ricadrà su
Hamas”. Jamal al-Khudari, un dirigente del Comitato contro
l'assedio di Gaza, si è detto stupito della mobilitazione
militare israeliana e ribadisce però che la manifestazione di
oggi sarà pacifica. Nel frattempo questa notte l'aviazione
israeliana ha compiuto due raid sulla Striscia di Gaza uccidendo
quattro attivisti di Hamas.