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Si paga la benzina Dopo che Nyiazov aveva protetto nel decennio successivo all'indipendenza da Mosca
i suoi cittadini dalle altalene dei prezzi di un libero mercato, tenendo dal 1991
al 2007 petrolio, benzina, gas e riscaldamento a prezzi calmierati (ridicoli per
standard europei), il nuovo leader massimo turkmeno ha deciso l'8 febbraio di
svincolare il prezzo di gas e benzina da logiche statali e farlo liberamente fluttuare.
Il giorno seguente si registravano code a tutte le pompe di benzina del paese
centroasiatico; i cronisti locali hanno riportato stupiti anche le notizie di
alcune stazioni di servizio date alle fiamme da turcomanni irati per la dura realtà
del libero mercato. E' successo nella provincia di Mary. Finora un litro di benzina
costava quanto un etto di pane, ossia 8 centesimi di euro; ma non solo: per i
dipendenti statali i primi 120 litri di benzina del mese erano gratuiti. Se si
era motociclisti i litri diventavano 40, per i camionisti statalizzati, 200 litri.
Una manna, in una società basata sulle auto. Adesso, è la rivolta: la benzina
costerà addirittura 60 centesimi al litro. Agli italiani potrà sembrare una pacchia,
ma non è facile far quadrare i conti con stipendi da 300 euro mensili.
Tagliagole in libertà Un'altra mossa che ha inviso alla popolazione il nuovo padre dei turcomanni
è stata la liberazione di 1.269 prigionieri. Ma nessuno di questi era un dissidente,
o uno dei circa 200 prigionieri politici ereditati dal precedente dittatore. Berdimukhammedov
ha varato l'amnistia per calmare gli animi, non certo per elevare il tasso di
rispetto dei diritti umani nel paese. In più, dei quasi duemila, 1.100 erano in
prigione da meno di tre mesi. Rimane sconosciuta la sorte dell'ex mnistro degli
esteri Boris Shikhmuradov, imprigionato nel novembre 2002 con una vaga accusa
di aver 'complottato per uccidere il presidente'. Della sua sorte non si sa più
nulla da allora. Si teme sia morto in carcere.
Un bel record per i diritti umani Chi è sicuramente in carcere, si sospetta per il trattamento non di favore, è
una corrispondente del portale indipendente 'Radio Free Asia' finanziato da George
Soros. Ogulsapar Muradova è stata arrestata nel giugno 2006 con vaghe accuse di
'sobillare attività anti patriottiche'. E' morta poche settimane dopo in un carcere
di Ashgabat, la capitale. Con lei, arrestati i due attivisti per i diritti umani
Annakurban Amanklychev eSapardurdy Khajiev. Giacciono da allora in una prigione
turcomanna. Nessuno sa niente di loro. Nessun avvocato può avvicinarli. Nessun
familiare ha ricevuto nessuna comunicazione sulla loro salute. Nemmeno i capi
di accusa a loro carico sono chiari. La ong 'amnesty International' ha denunciato
il caso turkmenistan come “una delle più evidenti violazioni dei diritti di un
accusato che ci siano sul nostro pianeta”. Ma i cittadini preferiscono arrabbiarsi
quando si alza il prezzo della benzina..Gianluca Ursini