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Villaggi bombardati, civili torturati. “Tutta la provincia è assediata dall’esercito”, dice Kelly Delgado, segretario
generale di Karapatan. “Il governo e i militari stanno conducendo una guerra totale e brutale che
minaccia la vita della popolazione civile. Abbiamo ricevuto denunce di bombardamenti
aerei su aree abitate, di civili arbitrariamente arrestati dai militari e poi
soffocati con buste di plastica per ottenere informazioni. Di alcuni di loro non
si hanno più notizie”.
In difesa degli investimenti australiani. Secondo le organizzazioni filippine per i diritti umani, l’offensiva dell’esercito
nel Davao Orientale e in altre province di Mindanao (a novembre era toccata a Surigao del Sud) è dovuta all’aumento degli investimenti minerari stranieri, e soprattutto australiani,
in questa regione ricchissima di risorse come oro, rame e nikel. Negli ultimi
tre anni, il governo di Gloria Macapagal Arroyo ha incassato oltre 700milioni
di dollari in nuovi contratti. E la scorsa estate ha siglato un accordo con il
gigante minerario australiano Bhp-Billiton che ha promesso un investimento di
1.5 miliardi di dollari proprio per la provincia di Davao Orientale. Negli stessi
mesi il governo di Canberra ha anche messo in cantiere un programma di cooperazione
militare con quello di Manila. La scorsa settimana a Mati, la città costiera dove
avrà base il nuovo progetto della Bhp-Billiton, l’esercito filippino ha costituito
la prima Forza di Difesa Investimenti (Idf) con il compito di proteggere i siti
minerari. Enrico Piovesana