24/02/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Parte la corsa alla successione di Fidel Castro. Quattro i papabili. Il futuro dell'isola ha inizio
  
Il conto alla rovescia è cominciato: fra poche ore sapremo chi sarà il primo comandante en jefe di Cuba dopo Fidel Castro ufficialmente in quel ruolo dal 1976. Quattro i papabili: Raul Castro, superfavorito, Carlos Lage, storico vicepresidente, Ricardo Alarcon, presidente del parlamento e Felipe Perez Roque, ministro degli Esteri e outsider del gruppo.
La notizia del definitivo abbandono alle cariche istituzionali del Lider Maximo, per motivi dipendenti dal suo stato di salute, ad una sola settimana dall'elezione del Presidente del Consiglio di Stato, ha ulteriormente aperto il dibattito sulla sua successione. Di certo qualcosa è cambiato dall'agosto 2006, quando Fidel lasciò il potere nelle mani del vicepresidente, Raul. Il processo di cambiamento si è messo in moto, sono state formulate molte ipotesi con un pensiero fisso rivolto verso il futuro dell'isola. Chiunque sarà il sostituto di Castro avrà un compito durissimo che non è quello di far dimenticare Fidel, cosa impossibile, ma lavorare per ristrutturare economicamente il Paese cercando di concentrare gli sforzi per sbloccare definitivamente il bloqueo imposto dagli Usa che da decenni stritola l'isola.

Raul CastroRaul Castro. Eterno numero due, consigliere e fedele collaboratore di Fidel, Raul é sicuramente il superfavorito alla sua sostituzione. Lo sta già facendo dall'agosto 2006, potrebbe farlo in futuro per continuare nel più classico e ortodosso dei modi con la politica del Lider Maximo, nonostante le conosciute differenze di pensiero in merito al settore dell'economia e alle recenti aperture, soprattutto verso la popolazione che ha invitato a una maggiore partecipazione. Un problema alla sua elezione, però, potrebbe essere rappresentato dall'età. Raul compirà fra poco 77 anni, non é dunque più un giovane e questo lo metterebbe fuori gioco se si seguisse la volontà di Fidel di "lasciare spazio ai giovani".
Inoltre, un altro Castro alla guida del Paese potrebbe risultare ingombrante a livello internazionale e complicare l'eventuale riapertura del discorso legato al bloqueo. Negroponte, infatti, dopo aver appreso la notiza dell'abbandono di Fidel è stato chiarissimo e ha fatto sapere che il blocco resta così com'é.
Nella sua vita Raul ha ricoperto molteplici ruoli istituzionali fino a giungere alle cariche provvisorie di presidente del Consiglio di Stato, presidente del Pcc (partito comunista cubano) e comandante in capo delle forze militari.

Carlos LageCarlos Lage. Considerata la figura politica civile di maggiore importanza presente a Cuba, Lage, studi di medicina con specializzazione in pediatria, è vice presidente del consiglio di Stato. A tutti gli effetti potrebbe essere considerato il premier di Cuba. Una lunga carriera politica nelle formazioni giovanili del partito (è stato dirigente dei giovani comunisti), ha fatto di Lage un uomo politico esperto e dalle idee chiare. Giovane, 57 anni, i più esperti indicano Lage come il vero uomo nuovo di Cuba e forse l'unico in grado di competere con Raul. Dagli anni Novanta a oggi è stato fra i promotori delle modeste trasformazioni economiche avvenute nell'isola. Inoltre, Lage da diverso tempo si occupa di gestire i rapporti di cooperazione sociale e commerciali con i Pasei 'amici', come il Venezuela.

Felipe Perez RoqueFelipe Perez Roque.
Roque, 42 anni, è il bebé del gruppo. Nonostante questo è forse il più ortodosso dei quattro per via della sua lunga vicinanza a Fidel Castro, di cui è stato segretario personale per sette anni. Giovane e moderno, Roque è l'outsider, la mina vagante che porterebbe davvero portare una ventata d'aria nuova nel Paese. Ottimo nel ruolo di ministro degli Esteri, Roque è stato determinante nelle relazioni con Cina e Venezuela e ha lavorato bene a livello internazionale chiedendo il ritiro delle truppe dall'Iraq e che nel Consiglio di Sicurezza Onu fossero presenti i cosiddetti paesi del Terzo Mondo. Inoltre, il delfino di Fidel si è schierato apertamente in favore del disarmo nucleare dei Paesi sviluppati. Da quasi dieci anni è capo della diplomazia cubana.

Ricardo AlarconRicardo Alarcon. Anch'egli figura di spicco della politica cubana, è nato all'Havana nel 1937. Filosofo e letterato di ottima fama, è dai primi anni Novanta presidente del parlamento. E' lui a consigliare Fidel castro per la politca statunitense e, insieme a Lage, intrettiene ottimi rapporti con i leader del continente. Alarcon, dei quattro possibili sostituti di Castro, forse, è quello che ha meno chances di spuntarla. Famosa una sua reazione contro Washington nel 2003 quando Bush definì Cuba uno stato canaglia. E' stato fra i protagonisti delle negoziazioni con gli Usa negli accordi riguardanti il problema immigrazione fra i due stati. Nelle ultime settimane è balzato agli onori delle cronache per via di un video girato in rete che lo ritraeva mentre a fatica rispondeva alle domande dei giovani cubani che lo incalzavamo con richieste sul futuro della Nazione e sui loro diritti.

Alessandro Grandi

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