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Raul Castro. Eterno numero due, consigliere e fedele collaboratore di Fidel, Raul é sicuramente
il superfavorito alla sua sostituzione. Lo sta già facendo dall'agosto 2006, potrebbe
farlo in futuro per continuare nel più classico e ortodosso dei modi con la politica
del Lider Maximo, nonostante le conosciute differenze di pensiero in merito al
settore dell'economia e alle recenti aperture, soprattutto verso la popolazione
che ha invitato a una maggiore partecipazione. Un problema alla sua elezione,
però, potrebbe essere rappresentato dall'età. Raul compirà fra poco 77 anni, non
é dunque più un giovane e questo lo metterebbe fuori gioco se si seguisse la volontà
di Fidel di "lasciare spazio ai giovani".
Carlos Lage. Considerata la figura politica civile di maggiore importanza presente a Cuba,
Lage, studi di medicina con specializzazione in pediatria, è vice presidente del
consiglio di Stato. A tutti gli effetti potrebbe essere considerato il premier
di Cuba. Una lunga carriera politica nelle formazioni giovanili del partito (è
stato dirigente dei giovani comunisti), ha fatto di Lage un uomo politico esperto
e dalle idee chiare. Giovane, 57 anni, i più esperti indicano Lage come il vero
uomo nuovo di Cuba e forse l'unico in grado di competere con Raul. Dagli anni
Novanta a oggi è stato fra i promotori delle modeste trasformazioni economiche
avvenute nell'isola. Inoltre, Lage da diverso tempo si occupa di gestire i rapporti
di cooperazione sociale e commerciali con i Pasei 'amici', come il Venezuela.
Felipe Perez Roque. Roque, 42 anni, è il bebé del gruppo. Nonostante questo è forse il più ortodosso
dei quattro per via della sua lunga vicinanza a Fidel Castro, di cui è stato segretario
personale per sette anni. Giovane e moderno, Roque è l'outsider, la mina vagante
che porterebbe davvero portare una ventata d'aria nuova nel Paese. Ottimo nel
ruolo di ministro degli Esteri, Roque è stato determinante nelle relazioni con
Cina e Venezuela e ha lavorato bene a livello internazionale chiedendo il ritiro
delle truppe dall'Iraq e che nel Consiglio di Sicurezza Onu fossero presenti i
cosiddetti paesi del Terzo Mondo. Inoltre, il delfino di Fidel si è schierato
apertamente in favore del disarmo nucleare dei Paesi sviluppati. Da quasi dieci
anni è capo della diplomazia cubana.
Ricardo Alarcon. Anch'egli figura di spicco della politica cubana, è nato all'Havana nel 1937.
Filosofo e letterato di ottima fama, è dai primi anni Novanta presidente del parlamento.
E' lui a consigliare Fidel castro per la politca statunitense e, insieme a Lage,
intrettiene ottimi rapporti con i leader del continente. Alarcon, dei quattro
possibili sostituti di Castro, forse, è quello che ha meno chances di spuntarla.
Famosa una sua reazione contro Washington nel 2003 quando Bush definì Cuba uno
stato canaglia. E' stato fra i protagonisti delle negoziazioni con gli Usa negli
accordi riguardanti il problema immigrazione fra i due stati. Nelle ultime settimane
è balzato agli onori delle cronache per via di un video girato in rete che lo
ritraeva mentre a fatica rispondeva alle domande dei giovani cubani che lo incalzavamo
con richieste sul futuro della Nazione e sui loro diritti. Alessandro Grandi