14/01/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Dal diario di Ishara Chickera in Sri Lanka: l'inizio della ripresa

Rotaie distrutte a Telwatte. Foto di Ishara Chickera11 gennaio 2005. Oggi ho provato a scendere lungo la costa più a sud, tra Galle e Unawatuna, per vedere com'era la situazione.  Ho così visto che, dove prima c’era una casa, sono già state messe le tende e spostate le macerie. Molte tende sono giapponesi. Si riconoscono perché sono tutte blu con scritte in giapponese. Altre invece sono tutte bianche, senza stemmi o scritte che aiutino a capirne la provenienza.  Anche l’Italia ha contribuito: alla protezione civile a Unawatuna mi hanno detto che dovevano andare in 15-20 posti a montarle.  Nel pomeriggio sono arrivata fino a Cogole, che è dopo Unawatuna, dove si trova un aereoporto militare: era arrivata l’areonautica americana. Mai vista una cosa così, sembrava di dover andare in guerra: gli americani erano tantissimi e insieme a loro vi erano anche alcuni militari tedeschi. Scendevano da automezzi anfibi, che arrivando dal mare salivano poi sulla spiaggia. C’erano molti singalesi a guardare, perché non avevano mai visto mezzi di trasporto di quel tipo ed era uno spettacolo: la spiaggia vicino al mare, che io ho sempre visto vuota da quando sono arrivata, era piena di persone arrivate per vedere e sull’acqua si vedevano numerose imbarcazioni con cui arrivavano i militari. Lontano si scorgevano navi più grandi. Su quel mare e quella spiaggia dove prima non vedevi nessuno. Gli americani erano tantissimi: mi hanno detto che ne sono arrivati 13.000, credo riferendosi a tutto il mio Paese.

Hotel distrutto a Hikkaduwa. Foto di Ishara Chickera 12 gennaio 2005. Sono andata a fare nuovi giri nei templi, da quelli che ormai sono diventati miei amici, e ho fatto ancora qualche giro qui intorno. In pomeriggio sono tornata a Cogala, per vedere l’arrivo di due grandi elicotteri della protezione civile italiana. Qui nel mio paese, a Hikkaduwa, c’è un grande hotel che è rimasto intatto, ma in questo periodo non sta accettando turisti. Infatti dentro ci sono soldati americani, una sorta di base militare, con guardie intorno all’hotel. I militari stanno distribuendo acqua e penso anche tende. In giro a rimuovere macerie vedo invece singalesi, militari e non, con attrezzatura locale. Oggi ho visto anche due o tre camionicini dell’Unicef e della Croce Rossa Internazionale, che si occupano della distribuzione di acqua e di generi alimentari.

13 gennaio 2005. Oggi sono tornata a salutare i bambini al tempio, ma ho visto che se ne sono andati, o meglio ora sono sistemati sotto al tempio (che si trova su un’altura), in tende bianche. Per fortuna: il 10 mi avevano detto che non avrebbero potuto essere ospitati oltre il 13 e non sapevano dove andare. Per domani sera stiamo organizzando un pirit a Hikkaduwa. Il pirit è una preghiera che dura tutta la notte (più o meno dalle 20 alle 6 del mattino dopo). La gente, dopo quello che è successo, ha paura del mare: infatti verso le sei di sera non c’è più nessuno lungo la costa. E’ per questo che desideriamo organizzare il pirit, che è come una benedizione sia per le persone sia per il mare, per dirgli di stare calmo, di non fare più quello che ha fatto. La preghierà si svolgerà  proprio nel centro di Hikkaduwa, in un palazzo che prima era una specie di centro commerciale con diversi negozi su due piani. Il piano terra è stato danneggiato ma la struttura c’è. Pensavamo di far stare i monaci al primo piano e le persone sotto, in modo che possano sentire un po’ tutti.
Tellwate. Foto di Ishara ChickeraVerranno circa 30 monaci che abbiamo contattato in diversi templi. Per organizzare il pirit abbiamo chiesto aiuto anche alla polizia, che chiuderà le strade per permettere alla gente di arrivare e partecipare alla preghiera. Inoltre oggi le macchine della polizia stanno girando nelle varie stradine per annunciare questa iniziativa. Vorremmo anche accendere lumi lungo tutta la strada, recipienti piccolini di terracotta con dentro olio e un pezzo di stoffa acceso. In questo modo, visto che solo da qualche parte hanno allacciato la luce, illuminiamo la strada e purifichiamo anche un po’ l’aria. Qui a Hikkaduwa non era ancora stato fatto un pirit, ma mi hanno detto che da altre parti è già stato organizzato. Vedo che la vita sta ricominciando. Non è passato neanche un mese ed è bello che alle persone sia rimasta questa forza per ricominciare, anche per organizzare un evento come la preghiera di domani. La gente si è fatta forza, una forza incredibile; infatti sono serena perché  la vita quotidiana è ricominciata: c’è chi va al lavoro al mattino, vedi persone con la valigetta, che prendono l’autobus...


14 gennaio 2005. Oggi è una bella giornata, tutta la gente è serena. Stasera ci sarà il pirit.

Ishara Chickera


 

Categoria: Migranti, Ambiente
Luogo: Sri Lanka